Morte accidentale di un anarchico
due atti - Nuova edizione
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L'idea di allestire uno spettacolo sulla strage di Stato è emersa da una necessità. Durante la primavera del '70, il pubblico ci chiedeva un testo che affrontasse la strage alla Banca dell'Agricoltura di Milano e l'assassinio di Pinelli, esplorando cause e conseguenze politiche. Questa richiesta nasceva da un grave vuoto d'informazione sul tema. Dopo lo shock iniziale, la stampa taceva, e si attendeva che "luce venisse fatta", ma senza creare confusione. Il grande successo dello spettacolo non deriva solo dalle ipocrisie e menzogne dei poteri costituiti, ma anche dal discorso sulla socialdemocrazia e le sue finte indignazioni. L'indignazione si placa attraverso il "ruttino dello scandalo", una catarsi liberatoria che rivela come massacri e truffe siano orchestrati dallo Stato e dalle istituzioni che dovrebbero proteggerci. Questa edizione ripropone il primo finale scritto da Dario Fo nel 1970, messo in scena nel 2002 per la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.
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Morte accidentale di un anarchico, Dario Fo, Franca Rame
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2004
- Einband
- (Paperback),
- Buchzustand
- Gebraucht - Gut
- Preis
- 6,89 €inkl. MwSt.
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- Titel
- Morte accidentale di un anarchico
- Untertitel
- due atti - Nuova edizione
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Dario Fo, Franca Rame
- Verlag
- Einaudi
- Erscheinungsdatum
- 2004
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 89
- ISBN10
- 8806171208
- ISBN13
- 9788806171209
- Reihe
- Kategorien
- Schlagwörter
- Humor, Politik, Theaterstücke, Italienische Literatur, Nobelpreis
- Bewertung
- 4,1 von 5 Sternen
- Beschreibung
- L'idea di allestire uno spettacolo sulla strage di Stato è emersa da una necessità. Durante la primavera del '70, il pubblico ci chiedeva un testo che affrontasse la strage alla Banca dell'Agricoltura di Milano e l'assassinio di Pinelli, esplorando cause e conseguenze politiche. Questa richiesta nasceva da un grave vuoto d'informazione sul tema. Dopo lo shock iniziale, la stampa taceva, e si attendeva che "luce venisse fatta", ma senza creare confusione. Il grande successo dello spettacolo non deriva solo dalle ipocrisie e menzogne dei poteri costituiti, ma anche dal discorso sulla socialdemocrazia e le sue finte indignazioni. L'indignazione si placa attraverso il "ruttino dello scandalo", una catarsi liberatoria che rivela come massacri e truffe siano orchestrati dallo Stato e dalle istituzioni che dovrebbero proteggerci. Questa edizione ripropone il primo finale scritto da Dario Fo nel 1970, messo in scena nel 2002 per la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.


