Fräulein Smillas Gespür für Schnee
- 516 Seiten
- 19 Lesestunden
Smilla Jaspersen glaubt nicht an den Unfalltod des kleinen Jesaja. Die abenteuerliche Suche nach Tätern und Motiven führt sie bis in die Eismeerregionen Westgrönlands.






Smilla Jaspersen glaubt nicht an den Unfalltod des kleinen Jesaja. Die abenteuerliche Suche nach Tätern und Motiven führt sie bis in die Eismeerregionen Westgrönlands.
Und wende dein Auge nicht von den Gerechten Kopenhagen, 2009. Die Vorbereitungen auf den Klimagipfel laufen auf Hochtouren, als eine dringende Sicherheitswarnung bei der dänischen Polizei eingeht. Mysteriöse Todesfälle, die im Abstand von sieben Tagen an verschiedenen Orten der Welt gemeldet wurden, geben Anlass zur Sorge. Die Todesursache ist nicht zu ermitteln, doch es scheint eine Verbindung zwischen den Opfern zu geben: Ein seltsames Mal überzieht den Rücken der Toten. Interpol steht vor einem Rätsel, allerdings gibt es einen Hinweis, der nach Dänemark führt. Niels Bentzon, Kommissar bei der Kopenhagener Polizei, wird auf den Fall angesetzt. Ihm zur Seite steht die Physikerin Hannah Lund, die mit mathematischem Sachverstand zu Werke geht. Gemeinsam tragen sie Puzzleteilchen um Puzzleteilchen zusammen. Was sie schließlich zutage fördern, übersteigt zunächst ihre Vorstellungskraft – bis sie gewahr werden, dass es um ihr Leben geht.
Drei Waisenkinder begegnen sich in einer Kopenhagener Privatschule. Nach und nach erfahren sie deren ausgeklügeltes System aus Überwachung und Manipulation und bilden eine Art Ersatzfamilie. Wie Fräulein Smillas Gespür für Schnee schildert dieser spannende, autobiographisch motivierte Roman den Kampf von Outsidern gegen eine grausame Machthierarchie und erzählt zugleich eine zarte, ergreifende Liebesgeschichte.
Peter Høeg, 1957 in Kopenhagen geboren, studierte Schauspiel, Tanz und Literaturwissenschaften. Mit dem Roman «Fräulein Smillas Gespür für Schnee», der auch als Verfilmung sehr erfolgreich war, wurde er international berühmt. Nach zahlreichen Reisen gründete er eine Stiftung zugunsten von Frauen und Kindern in Entwicklungsländern. Peter Høeg lebt heute in der Nähe von Kopenhagen.
In attesa dell’uscita del suo nuovo romanzo, Frank Føns vive rinchiuso in una villa sul mare del Nord. È solo. A tenergli compagnia, l’immancabile bottiglia di whisky e i ricordi. Ricordi dei tempi in cui i suoi thriller non lo avevano ancora reso uno degli autori più famosi in Danimarca, e lui era solo un giovane squattrinato, un marito innamorato e un padre felice. Ora tutto è cambiato. Il successo, si sa, ha un prezzo. Quello che Føns ancora non sa è quanto sia alto. Lo capisce quando la polizia ritrova il cadavere di una ragazza annegata nelle acque del porto di una tranquilla cittadina costiera, morta in circostanze che sembrano copiate minuziosamente dal romanzo che è in procinto di presentare alla fiera del libro di Copenaghen. Ma perché qualcuno dovrebbe ispirarsi a un omicidio del suo libro? E in quanti possono conoscere il contenuto di un’opera ancora inedita? La sconcertante analogia lo induce a iniziare un’indagine tutta sua. Quando si trova a Copenaghen per la fiera, vede compiersi un altro omicidio del tutto simile a uno di quelli descritti in un suo romanzo. La stessa efferata violenza, la stessa insopportabile crudeltà. Solo allora la possibile coincidenza assumerà i connotati di una vera e propria persecuzione, di un folle gioco fra lo scrittore e un lettore, a quanto pare, molto attento. E sempre un passo avanti...
Karen Blixen, che diceva di se stessa "io sono una cantastorie e nient'altro che una cantastorie", era anche una trascinante conversatrice: prova ne sono questi saggi - o piuttosto divagazioni - spesso scritti per essere letti davanti a una platea, visibile o invisibile, nel corso di conferenze o trasmissioni radiofoniche. Passiamo dall'Africa alla Germania nazista, descritta in un memorabile reportage (prima e unica esperienza giornalistica della Blixen, interrotta dall'invasione tedesca della Germania), o dall'ornitologia ai motti, tema, quest'ultimo, ricchissimo per un essere così naturalmente fedele a una visione aristocratica del mondo. E ogni volta è come se la Blixen estraesse da un cassetto, adagio e con delicatezza, un dagherrotipo e, prendendo spunto da quell'immagine che pochi saprebbero far parlare, ci trasmettesse qualcosa di prezioso appreso un giorno - qualcosa che ora, come un vecchio marinaio, vuole far giungere a noi.