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Paolo Del Debbio

    Cosa rischiano i nostri figli. L'incertezza di una generazione
    Le 10 cose che ho imparato dalla vita
    Il filo dell'aquilone
    Siamo tutti filosofi senza saperlo
    • Paolo Del Debbio si racconta per la prima volta in una riflessione a cuore aperto sul mondo, sugli altri e su se stesso. Attraverso i racconti di suo padre, deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Luckenwalde, e la sua infanzia a Lucca, Del Debbio esplora come la sua famiglia lo abbia educato a essere felice con poco e a rispettare la dignità di ogni persona. Ricorda gli anni trascorsi in seminario, il fervore per i pensatori cristiani e il fascino del divino, oltre allo studio incessante di filosofia ed economia, che permea la sua vita. Il suo impegno nel volontariato e i vari lavori, da cameriere a organizzatore culturale, arricchiscono la sua esperienza. L'incontro con Fedele Confalonieri segna una svolta, portandolo a scrivere il primo programma politico di Forza Italia e a diventare assessore alla Sicurezza a Milano. Oggi, come amato conduttore tv e docente universitario di Etica ed economia, Del Debbio si presenta come un pensatore poliedrico e un uomo semplice, attraversato da passioni e contraddizioni, ma fedele a valori solidi. La sua storia è un lungo viaggio in cui l'importante è imparare e diventare se stesso, con l'amore per Dio e la gente comune che si intrecciano nel suo percorso.

      Le 10 cose che ho imparato dalla vita
    • L'incertezza di una generazione. Paolo Del Debbio esplora le storie di ragazzi la cui vita virtuale si confonde con quella reale, evidenziando i segnali di allerta della dipendenza digitale. In un'epoca di incertezze, molti giovani vivono un malessere mascherato da benessere, con la dipendenza da smartphone che provoca disturbi del sonno, ansia e isolamento dalle relazioni sociali. Questa malattia colpisce un adolescente su dieci in Italia. Del Debbio invita a riconoscere la realtà di questi ragazzi, la cui esistenza è spesso superficiale e priva di interessi autentici. La precarietà lavorativa e la mancanza di indipendenza economica si uniscono a una crisi di valori fondamentali, mentre la Rete sostituisce le tradizionali fonti di cultura e socialità, rischiando di generare individui incapaci di compiere scelte significative. Nonostante ciò, il fenomeno non è ineluttabile: divieti e rimproveri non sono efficaci. È essenziale immergere i giovani nella vita reale, a contatto con la natura e le persone, per farli esperire la vera empatia e le emozioni genuine. Maggiore autenticità nelle relazioni e nelle esperienze porterà a una vita più ricca e soddisfacente, rendendo la realtà preferibile a una copia virtuale.

      Cosa rischiano i nostri figli. L'incertezza di una generazione