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Angelo Ferracuti

    Andare, camminare, lavorare
    Guide Verdi d'Italia: Umbria
    Romanzi
    • Romanzi

      • 551 Seiten
      • 20 Lesestunden

      Luigi Di Ruscio è stato poeta e narratore. Dagli anni cinquanta è stato subito riconosciuto come un talento violento, dissacrante, che si è presto smarcato dall'etichetta sbrigativa di poeta-operaio per costruire una possente, vorticosa avventura letteraria che comincia dentro l'Italia ferita del dopoguerra. Quando Di Ruscio, nel 1957, lascia le Marche per trasferirsi in Norvegia, dove ha lavorato e costruito una famiglia, le sue prose si fanno ancora più intense e febbricitanti. La sua lingua, esiliata, si apre, si scardina, si reinventa. Il ritmo si fa convulso e netto. Non meno di scrittori come Gadda, D'Arrigo, Roversi e Pagliarani, Di Ruscio finisce per dare corpo a opere che, come dice Andrea Cortellessa, "recano su di sé le macchie, gli urti, le ferite della storia: termometri sempre in azione, segnavento che non si fermano mai; e che, così a lungo esposti all'infuriare degli eventi, si rivelano anche accumulatori, giacimenti, immensi archivi viventi d'una storia che continua a passare senza essere mai passata del tutto". "Palmiro", "Cristi polverizzati", "Neve nera" e "Apprendistato", raccolti per la prima volta insieme in questo volume, ben corrispondono a quelle che l'autore ha chiamato "memorie romanzesche" - una complessa, beffarda immagine dell'Italia degli anni cinquanta, l'unica Italia che lo scrittore ha di fatto conosciuto.

      Romanzi
    • Guide Verdi d'Italia: Umbria

      Arte e storia, buon vivere e paesaggi in fiore - Coreografie di colline, boschi e paesi antichi - L'armonica simbiosi di lavoro e natura

      • 312 Seiten
      • 11 Lesestunden
      Guide Verdi d'Italia: Umbria
    • Andare, camminare, lavorare

      L'Italia raccontata dai portalettere

      • 340 Seiten
      • 12 Lesestunden

      Edizione fuori commercio per Posteitaliane. Se un occhio potesse osservarli tutti, vedrebbe i tanti portalettere italiani, ognuno con passi e caratteristiche uniche, muoversi freneticamente su giroscale deserte, aspettare impettiti davanti ai cancelli di palazzine residenziali, o attraversare in bicicletta cittadine provinciali. Questi portalettere conoscono storie di chi non c'è più; ogni volta che si fermano davanti a un appartamento, sbirciano fotografie appese e ricordano gli avi attraverso i racconti dei parenti. Alcuni hanno visto nascere i figli dei figli di coloro che se ne sono andati e notano le somiglianze. Ad esempio, sanno di un notaio del Centro Italia, che andava in vacanza a Ginevra e che era scapolo, con voci su una possibile amante o una figlia illegittima. Il suo manifesto funebre riportava solo il nome di un lontano nipote. Era abbonato a riviste di storia e numismatica, possedeva un boxer tigrato e fumava toscani. Prima delle feste, ti aspettava sulla soglia e ti porgeva una banconota dicendo: “Auguri postino”. Angelo Ferracuti ha seguito questo esercito di portalettere, raccogliendo esperienze e racconti che rivelano le trame imprevedibili di un paese e di un popolo in movimento.

      Andare, camminare, lavorare