"Armonia equilibrio e ordine sono le parole chiave essenziali per addentrarsi nell'arte italiana del primo '900 debitrice di un'idea di classicità, talvolta venata da sottili ed enigmatiche atmosfere cariche di mistero e di inquietudine sottesa. La lezione classica è il fondamento che nutre la poetica di numerosi artisti italiani anche nel momento in cui essa sembra dimenticata o è addirittura osteggiata. Ci si riferisce naturalmente a quel "culto del passato" e a quell"'ossessione dell'antico" che i pittori futuristi, nel manifesto fondativo del 1910, affermavano di voler distruggere professando di "disprezzare profondamente ogni forma di imitazione". Nel "Manifesto del futurismo" pubblicato su "Le Figaro" il 20 febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti dichiarava: "Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'lmpossibile? ll Tempo e lo Spazio morirono ieri". Le avanguardie storiche, è bene precisare, non attaccano il passato in quanto tale, ma si pongono contro l'interpretazione accademica dell'antico e della classicità."Catalogo della mostra (Madrid, 25 febbraio-4 giugno2017-Rovereto, 2 luglio-5 novembre 2017)
Beatrice Avanzi Reihenfolge der Bücher


- 2017
- 2009
Sprachen des Futurismus
- 309 Seiten
- 11 Lesestunden
Am 20. Februar 1909 hatte Filippo Tommaso Marinetti (1876–1944) in der Tageszeitung Le Figaro in Paris das 'Futuristische Manifest' publiziert und damit die avantgardistische Kunstbewegung des Futurismus begründet. Die Worte des jungen Schriftstellers lösten eine wahre Revolution aus, trafen sie doch mit ihren Forderungen die Sehnsucht nach einer radikalen Erneuerung in der Kunst. Der Futurismus sagte vertrauten Kultobjekten der Vergangenheit den Kampf an und forderte eine umfassende Veränderung aller Künste, von der Malerei zur Architektur, von der Poesie zur Literatur, vom Design zum Theater. Unter Beteiligung aller Künste sollte eine neue Ästhetik des Alltäglichen geschaffen werden. Sprachen des Futurismus würdigt die vielfältigen künstlerischen Ausdrucksformen des Futurismus in ihrer ganzen Breite und bietet damit die Möglichkeit, auch über jene Aspekte der Bewegung etwas zu erfahren, die weit weniger bekannt, aber sicher nicht geringer zu schätzen sind als die verbreiteten Ausprägungen des Futurismus in der Bildenden Kunst. Ausstellung im Martin-Gropius-Bau, Berlin: 2.10.2009-11.1.2010