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Giovanni F. Bignami

    Dieser italienische Physiker widmete seine Karriere der Erforschung des Weltraums, angetrieben von einer tiefen Neugier auf das Unbekannte. Seine Arbeit konzentrierte sich darauf, unser Verständnis kosmischer Phänomene zu vertiefen und komplexe wissenschaftliche Erkenntnisse zugänglich zu machen. Er war maßgeblich an der Förderung der internationalen wissenschaftlichen Zusammenarbeit und der Verfechtung ambitionierter Forschungsinitiativen beteiligt. Sein Erbe liegt in seinen Beiträgen zur Weltraumforschung und seiner Inspiration für zukünftige Generationen von Wissenschaftlern und Träumern.

    Il mistero delle sette sfere
    • Il mistero delle sette sfere

      Cosa resta da esplorare: Dalla depressione di Afar alle stelle più vicine

      • 178 Seiten
      • 7 Lesestunden

      Si chiama drd4-7r, è la variante di un gene di Homo sapiens , presente nel 20% di noi, ed è quella che spiegherebbe la nostra inarrestabile spinta a esplorare: così la genetica ci spiega perché noi, unici superstiti del genere Homo e forse unica razza intelligente della nostra galassia, siamo diventati «cosmopoliti invasivi», come topi o scarafaggi, in continua espansione. Lasciata l'Africa, figli di un'unica Eva vissuta 143.000 anni fa, in poche decine di migliaia di anni abbiamo esplorato tutto il pianeta, occupandolo fino al suo ultimo pezzettino, la cima dell'Everest, nel 1953. Nel 1961, comincia l'espansione fuori dal nostro pianeta: Yuri Gagarin va in orbita, e dopo altri otto anni i primi sapiens atterrano sulla sfera della Luna. Avvalendosi della guida di Jules Verne e dalla sua fantasia inesauribile e premonitrice, Giovanni F. Bignami ci conduce in un viaggio alla scoperta delle sette sfere, in parte ancora inesplorate, che circondano, sopra e sotto di noi, la sfera 0 della superficie terrestre. Nel nostro pianeta restano da perlustrare le immense dimensioni degli oceani e dei loro fondali (sfera -1), ma anche il nucleo incandescente della Terra (sfera -2), il cui centro sarebbe accessibile a un piccolo «satellite infernale» che viaggiasse per una settimana attraverso le profondità del sottosuolo. La tecnologia attuale ci ha già portati nel cielo, fuori dall'atmosfera terrestre (sfera +1) fino a posare il piede sulla Luna (sfera +2); l'energia nucleare della fissione porterà l' Homo sapiens ( planetarius ?) oltre la Luna fino a Marte, ovvero all'inizio della sfera +3, che contiene tutto il sistema solare e che esploreremo grazie alla fusione nucleare. Da Marte a Giove, fino al confine del sistema solare avremo una guida speciale: Werner von Braun, l'ex nazista che ci ha dato la Luna. Ed eccoci all'ultima sfera, la settima, la più difficile ma la più affascinante, quella delle stelle vicine a noi, con intorno pianeti abitabili, le future Americhe. Unica possibilità per arrivarci: la annichilazione della antimateria, l'energia più efficiente nota oggi. Sarà con noi Tito Lucrezio Caro, l'immenso poeta filosofo latino che sa esplorare l'Universo con la mente e con una lancia. Preoccupati del costo, in epoca di crisi? Niente panico: il mistero sarà risolto dall'«effetto Einstein» in economia.

      Il mistero delle sette sfere