»Wie dieses Buch zu lesen sei, um möglicherweise verstanden werden zu können, habe ich hier anzugeben mir vorgesetzt. - Was durch dasselbe mitgetheilt werden soll, ist ein einziger Gedanke. Dennoch konnte ich, aller Bemühungen ungeachtet, keinen kürzern Weg ihn mitzutheilen finden, als dieses ganze Buch. - Ich halte jenen Gedanken für Dasjenige, was man unter dem Namen der Philosophie sehr lange gesucht hat, und dessen Auffindung, eben daher, von den historisch Gebildeten für so unmöglich gehalten wird, wie die des Steines der Weisen.« Arthur Schopenhauer Schopenhauers Hauptwerk als zweibändige Gesamtausgabe nach der Edition von Arthur Hübscher.
Giuseppe Riconda Bücher


La Critica della ragione pratica, seconda delle Critiche kantiane, fu pubblicata nel 1788. Kant si propone di rispondere alla domanda «che cosa debbo fare?», parallela alla sua precedente indagine su «che cosa posso conoscere?». Il suo obiettivo è fornire una chiara rappresentazione del principio della moralità, che appartiene alla coscienza comune, ma spesso non è consapevole di sé e non può giustificarsi se messa in discussione. Kant stabilisce le condizioni affinché il nostro agire possa essere considerato "morale", analogamente a come nella Critica della ragione pura ha definito le condizioni di validità del conoscere. Durante questo percorso, affronta anche questioni metafisiche riguardanti libertà, anima, immortalità e Dio. Concetti come l'universalizzabilità della massima e l'umanità come fine, mai come mezzo, diventano criteri morali che influenzano il dibattito contemporaneo. Questa traduzione si distingue per la sua aderenza all'originale, con innovazioni lessicali e sintattiche che facilitano l'accesso al testo tedesco. Un ampio apparato di note, un indice dei termini significativi e un'introduzione dettagliata rendono questa edizione un commento esteso all'opera kantiana.