An inspector rages against the announcement that police HQ is to relocate - the way so many of the city's residents already have - to the mainland... An aspiring author struggles with the inexorable creep of rentalisation that has forced him to share his apartment, and life, with 'global pilgrims'... An ageing painter rails against the liberties taken by tourists, but finds his anger undermined by his own childhood memories of the place... The Venice presented in these stories is a far cry from the 'impossibly beautiful', frozen-in-time city so familiar to the thousands who flock there every year - a city about which, Henry James once wrote, 'there is nothing new to be said.' Instead, they represent the other Venice, the one tourists rarely see: the real, everyday city that Venetians have to live and work in. Rather than a city in stasis, we see it at a crossroads, fighting to regain its radical, working-class soul, regretting the policies that have seen it turn slowly into a theme park, and taking the pandemic as an opportunity to rethink what kind of city it wants to be.
Gianfranco Bettin Bücher





Numero Primo è il nome scelto per sé da uno strano bambino, che irrompe nella vita di Ettore, fotoreporter di guerra che a quasi sessant'anni si ritrova a fargli da padre. È stato desiderato e pensato da una madre scienziata, ma concepito e messo al mondo da un'intelligenza artificiale avanzatissima, tanto da aver sviluppato una coscienza. Non è una creatura uguale alle altre, non conosce quasi niente, tutto gli appare nuovo, bello; possiede il dono di trovare la magia nelle cose più comuni e, quando non la trova, di crearla. E le cose che non sa, le impara subito, per mezzo di misteriose connessioni. Chi lo incontra si riscopre diverso, migliore. Di lui si accorgono anche gli osservatori di una multinazionale, un Erode tecnologico che, dietro la facciata filantropica, nasconde un'oscura volontà di potenza. Così Ettore e Numero sono costretti a fuggire e a nascondersi. Ad aiutarli, una folla di personaggi bizzarri: scienziati rasta in grado di salvare Venezia dall'acqua alta, parcheggiatori abusivi che gestiscono nuove forme di ospitalità diffusa, commercianti sardo-cinesi, giostrai con il cuore grande e una lunga storia di resistenza. Lieve come una favola, vero come un reportage, Le avventure di Numero Primo ci regala storie e riflessioni a non finire, e soprattutto un protagonista del quale è impossibile non innamorarsi.
Eredi. Da Pietro Maso a Erika e Omar
- 222 Seiten
- 8 Lesestunden
Come Truman Capote scrisse A sangue freddo ispirandosi a una drammatica e sconvolgente vicenda di cronaca che studiò da vicino, così Gianfranco Bettin per scrivere L'erede fece una vera inchiesta sul caso di Pietro Maso, cercando di individuare le motivazioni profonde e le influenze del contesto che potevano aver portato un giovane di provincia prima a escogitare con totale freddezza e poi a portare a termine con efferatezza la strage dei propri genitori, aiutato da alcuni amici, la compagnia del bar, e soltanto per intascare l'eredità. L'episodio non sconvolse solo il paese di Montecchìa di Crosara, la località veneta apparentemente tranquilla e dal benessere crescente negli anni ottanta dove si era verificato il delitto, ma tutta l'Italia che non seppe darsi ragione dell'accaduto. Eppure non sarà un caso isolato. Episodi del genere si ripeteranno, non ultimo quello celebre di Erika e Omar, i due fidanzatini adolescenti che uccisero la madre e il fratellino di lei, con predeterminazione e spietatezza. Ma come è possibile arrivare a tali livelli di violenza, a maggior ragione all'interno del nucleo familiare? Quale sistema di valori fa sprigionare questa furia omicida e che ruolo vi gioca il contesto sociale e culturale? Bettin, con una narrazione in presa diretta, che si legge come un romanzo, offre alcuni spunti di riflessione acuti e di straordinaria attualità su queste vite "normali" ma dagli esiti atroci.
Cracking
- 187 Seiten
- 7 Lesestunden