Anni ’30 del secolo scorso. In un paese dell’Alabama l’avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa di un afroamericano accusato di aver stuprato una ragazza bianca. è Scout, la figlia di Atticus, l’indimenticabile voce narrante della vicenda, a mostrarci il duro pregiudizio razzista e la battaglia di un uomo per salvare un innocente. Il capolavoro della letteratura americana, vincitore del premio Pulitzer e della Medaglia presidenziale della libertà.
Il destino di scrittore di Budd Schulberg si intreccia con una scabra epopea dell’America amara. Figlio del tycoon della Paramount e prediletto di Hollywood, ha dato vita a capolavori come Il colosso d’argilla e Fronte del porto, ma è anche un comunista colpito dal maccartismo. Spesso ha scelto Hollywood come osservatorio ideale, esplorando i retrobottega degli studios, simboli di una leggenda americana frenetica e impietosa. In questo contesto, Schulberg ha dedicato due romanzi a questa dualità. Il primo, Perché corre Sammy?, narra la nascita della leggenda attraverso un piccolo fattorino ebreo che diventa un potente produttore, sacrificando la sua umanità per l’ambizione. Il secondo, I disincantati, esplora la morte di una leggenda. Qui, un grande scrittore dimenticato, travolto dalla crisi del ’29, si lascia umiliare in un ultimo misero lavoro da sceneggiatore. L’opera di Schulberg è intrisa di autobiografia, e I disincantati è segnato dall’incontro reale con Francis Scott Fitzgerald, osservato mentre si consuma. Nel 1939, un produttore avverte Schulberg che Fitzgerald sta lavorando sulla sua sceneggiatura, rivelando che la leggenda è ancora viva, ma in una condizione di decadimento.
Quella della decadenza e sventura dei Compson, una grande famiglia del Sud americano alle soglie della Depressione, è una storia torbida e labirintica, eppure straordinariamente romanzesca. La giovane Caddy, nel racconto dei suoi tre diversissimi fratelli, diventa presenza candida e rassicurante, sorella ingegnosa, madre snaturata che abbandona la figlia. Ma Benjy, Quentin e Jason sono troppo coinvoltii negli avvenimenti per riuscire a fare chiarezza fino in fondo, e solo Dilsey, la cuoca negra, si rivelerà in grado di snodare la matassa familiare.
Für «Amerikanisches Idyll» erhielt Philip Roth den Pulitzer-Preis.Philip Roth legt hier einen unvergleichlichen Roman vor, eine Klage über die in diesem Jahrhundert gegebenen und gebrochenen Versprechen von Wohlstand, öffentlicher Ordnung und häuslichem Glück. Die Hauptfigur ist Swede Levov, ein legendärer Sportler an der Highschool in Newark, der in den boomenden Nachkriegsjahren aufwächst, eine ehemalige Miss New Jersey heiratet, die Handschuhfabrik seines Vaters erbt und in ein Haus im idyllischen Dörfchen Old Rimrock zieht. Und dann verlässt ihn eines Tages im Jahr 1968 sein amerikanisches Glück. Über Nacht wird Swede aus dem ersehnten Idyll gerissen und in eine uramerikanische Raserei geworfen.«Ein Meisterwerk: der psychologisch grandios ausgefeilte Roman von Philip Roth – ein Buch, das nach der Lektüre noch lange nachbebt.» BRIGITTE
Bellow's second novel features Asa Leventhal, sub-editor of a trade magazine, and he is a natural victim; a man uncertain of himself, never free from the nagging suspicion that the other guy might be right. So when he meets a down-at-hell stranger in the park one day and finds himself being accused of ruining the man's life...well, he half-believes it. And because he half-believes it, he can't shake the man loose, can't stop himself being trapped in a mire of self-doubt, can't help becoming...a victim. First published in the USA in 1947, and in the UK a year later. It first appeared in a Penguin edition in Britain in 1966.
Nei Racconti di enigmi, che Poe definisce racconti di raziocinio, egli libera la sua maestria di narratore nel costruire intrecci che solo una lucida logica è in grado di decifrare. In questa raccolta spiccano Gli assassinii della Rue Morgue, dove intuizione e concatenazione deduttiva e induttiva portano alla soluzione del racconto, non privo di spunti macabri e orripilanti; Lo scarabeo d'oro, dove un intreccio di motivi, ora di mistero ora di raziocinio, tra oscuri accadimenti e illuminazioni razionali, viene risolto risolvendo un crittogramma e l'enigma che ne scaturisce; o, infine, La lettera rubata, dove il detective-poeta Dupin risolve un caso che si rivela estremamente semplice non appena si porta sul piano delle somiglianze analogiche.
Die große amerikanische Schriftstellerin Joan Didion schreibt über die Trauer nach dem Tod ihres Ehemannes und über ihren Versuch, das Unfassbare begreiflich zu machen. Ein sehr offenes, sehr persönliches Buch, das zugleich von beeindruckender Allgemeingültigkeit ist. Joan Didion wurde dafür in den USA mit dem National Book Award ausgezeichnet.
Quella della decadenza e sventura dei Compson, una grande famiglia del Sud americano alle soglie della Depressione, è una storia torbida e labirintica, eppure straordinariamente romanzesca. La giovane Caddy, nel racconto dei suoi tre diversissimi fratelli, diventa presenza candida e rassicurante, sorella ingenerosa, madre snaturata che abbandona la figlia. Ma Benjy, Quentin e Jason sono troppo coinvolti negli avvenimenti per riuscire a far chiarezza fino in fondo, e solo Dilsey, la cuoca negra, si rivelerà in grado di snodare la matassa familiare.
Nathan Zuckerman torna a New York dopo undici anni di isolamento nel New England, dove ha vissuto come scrittore, lontano da voci, media e minacce. Rientrando nella città, Zuckerman incontra tre persone che infrangono la sua solitudine. Il primo incontro è con una giovane coppia a cui offre uno scambio di case: loro lasciano Manhattan post-11 settembre per il suo rifugio di campagna, mentre lui torna alla vita cittadina. In questo scambio, Zuckerman desidera anche un'altra connessione: quella con la giovane Jamie, il cui fascino lo riporta verso l'intimità e il gioco tra cuore e corpo. Il secondo contatto è con Amy Bellette, musa del suo primo eroe letterario, E. I. Lonoff. Sebbene malata e invecchiata, Amy cerca di preservare la memoria di Lonoff, che ha mostrato a Zuckerman la via della vocazione creativa. Infine, incontra un aspirante biografo di Lonoff, un giovane pronto a tutto per scoprire il "grande segreto" del maestro. Coinvolto in un dramma di amore, perdita, desiderio e rivalità, Zuckerman esplora nuove dimensioni della sua vita e della sua scrittura, arricchendo l'universo narrativo di Philip Roth.