Freetaly: Italian Science Fiction
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Un paese a lungo considerato oscuro e inquietante, un passato fitto di contraddizioni: primo fra gli scrittori di viaggio occidentali, Colin Thubron ha esplorato alla vigilia dei tumulti di Tian’anmen questo territorio immenso, parlando con la gente comune e percorrendo senza un itinerario preciso quindicimila chilometri. Ha assorbito la quiete desolata di Pechino e la vitalità brutale di Shanghai, per ritrovare a Suzhou la bellezza della Cina antica. Ha attraversato regioni sterminate e ignote al turismo, dal fiume Mekong alle pendici dell’Himalaya, e poi fino all’estremità nordoccidentale della Grande Muraglia. Intimidito, sulle prime, dall’impenetrabilità dei cinesi, dalla loro «immagine pubblica di arida inespressività», è riuscito, grazie alle sue doti di umanità e di empatia, a svelarne l’essenza, in un mosaico di incontri memorabili: un’ex guardia rossa stupita dalla violenza del suo stesso passato, giovani donne sedotte dalla prospettiva di un futuro indipendente, monaci di santuari dimenticati, una grande ballerina costretta a badare ai maiali, contadini miserabili ma ospitali, professori imbevuti di una mentalità in estinzione. Non è un caso che questo libro sia ormai considerato un classico della letteratura di viaggio: la scrittura lirica e tesa di Thubron ci restituisce una Cina lontana dagli stereotipi, l’atmosfera malinconica e fiduciosa di un popolo che si sforza di guardare con rispetto alla propria storia, in vista di un cambiamento epocale.
Azùl cerca vendetta.Lei,membro della comunità Inuit, l'amica uccisa dai Senza Madre, i misteriosi esseri che vivono ai confini esterni della comunità. Sono loro che portano la pauro. E la morte. Sulla strada della vendetta incontrerà Dariel.Chi è? Un nemico? Un Senza Madre? E se fosse la conoscenza? O l'amore? E se fosse la vita stessa?