E Penelope si arrabbiò
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Accade a tutti. La prima a farci i conti è stata Penelope, e poi è toccato a noi. Spesso ci troviamo nei panni dell’amante o del coniuge tradito, impegnati a consolare l’amica ferita o a disilludere quella ingenua. Come possono durare amori che svaniscono alla prima difficoltà? Anna, con la sua sindrome della fiammiferaia, si impegna, ma la confessione del marito, affetto dalla sindrome del minatore, la colpisce duramente. I figli, Francesca l’aliena e Paolino in apnea, sono i primi a subire i terremoti sentimentali. Alcuni attribuiscono la colpa al richiamo della continuazione della specie, mentre sarebbe più saggio preservarla piuttosto che abbandonarsi a nuove evoluzioni. La storia narra di una coppia che cerca di resistere agli inciampi del destino. Sono un lui e una lei come tanti, distratti dalle fatiche quotidiane, che tentano di ritrovarsi ascoltando ciò che il tempo offre, senza soffermarsi su ciò che sottrae. Con una forte dose di ironia, Carla Signoris descrive i loro difetti e il coro greco delle amiche che accompagna la protagonista, aiutandola a comprendere che “tanto sempre e solo sirene sono. Hanno la coda e puzzano di pesce”.


