Geographica. Atlante enciclopedico del mondo. Ediz. illustrata
- 612 Seiten
- 22 Lesestunden




Wer Wednesday Addams als Ermittlerin liebt, kommt an Flavia de Luce nicht vorbei. Sie steckt ihre Nase überall hinein und befördert jeden noch so tief vergrabenen Hinweis ans Licht – die elfjährige Flavia de Luce ist Hobbydetektivin aus Leidenschaft. Als sie ihre Nase zur Abwechslung in eine alte Kirchengruft steckt, rechnet sie allerdings nicht damit, eine verhältnismäßig frische Leiche ans Licht zu befördern. Aus dem Grab des Kirchenheiligen von Bishop’s Lacey blickt ihr der ermordete Kirchenorganist hinter einer grotesken Gasmaske entgegen. Wer hatte einen Grund, Mr. Collicutt zu töten, und wieso hat er die Leiche hier, an diesem heiligen Ort, versteckt? Ein neuer Fall für die brillante Flavia! Diese außergewöhnliche All-Age-Krimireihe hat die Herzen von Lesern, Buchhändlern und Kritikern aus aller Welt im Sturm erobert! Die »Flavia de Luce«-Reihe: Band 1: Mord im Gurkenbeet Band 2: Mord ist kein Kinderspiel Band 3: Halunken, Tod und Teufel Band 4: Vorhang auf für eine Leiche Band 5: Schlussakkord für einen Mord Band 6: Tote Vögel singen nicht Band 7: Eine Leiche wirbelt Staub auf Band 8: Mord ist nicht das letzte Wort Band 9: Der Tod sitzt mit im Boot Band 10: Todeskuss mit Zuckerguss Außerdem als E-Book erhältlich: Das Geheimnis des kupferroten Toten (»Flavia de Luce«-Short-Story) Alle Bände sind auch einzeln lesbar.
A classic of feminist predictive fiction finally returns to the light. 700 years after Hitler personally won the war, one man discovers the truth about his god. This remarkably prescient novel of the future under Nazism was published in 1937.
<i>La calda notte dell'ispettore Tibbs</i> è oggi molto di più del poliziesco ben riuscito che era alla sua uscita nel 1965 (vincitore, ad attestarne il valore letterario, del massimo riconoscimento del Premio Edgar Allan Poe). È diventanto il giallo kennediano per eccellenza, il poliziesco che coltiva la speranza dell'integrazione razziale ed esprime la apparentemente naturale avversione <i>liberal</i> verso l'apartheid. Virgil Tibbs è un ispettore di polizia californiano finito per caso in una paesino della Carolina, proprio nel giorno in cui è stato commesso un delitto eccellente. A Wells, questo il nome del paese, vige il più rigido e insensato segregazionismo contro i «negri», la paranoia della contaminazione è tale per cui basta una goccia di «sangue nero» in una persona per vietargli lo sgabello del bancone al bar, il posto seduto sull'autobus, o una stanza dell'hotel in città. Ed è quindi offensivo e paradossale per l'intera comunità che proprio lui venga imposto allo sceriffo locale in quanto esperto di scienza investigativa. Inoltre Tibbs guadagna bene, è ben vestito, è molto più colto dei paesani bianchi: insomma una provocazione per l'ordine della gerarchia razziale, perché ne contraddice il concetto stesso di inferiorità naturale: è un «negro» che potrebbe essere un «bianco». Sicché il racconto segue due piani. Quello dell'inchiesta fortemente innovativa e anticipatrice del giallo scientifico, che mostra i metodi da anatomopatologo a lettori che, all'epoca, non avevano idea dello studio della scena del crimine. E quello di dramma psicologico del rapporto, tra Tibbs e gli altri investigatori, che parte dall'odio razziale e giunge all'accettazione della persona grazie ai suoi meriti. È il piano dell'ottimismo progressista per cui questo racconto divenne un film celebre e per cui la figura elegante di Sidney Poitier scolpì l'ispettore Tibbs nella memoria per sempre. E oggi, che quell'ottimismo anni Sessanta è come i personaggi e gli attori, poco più che una bella memoria, questo giallo diventa come un ripasso di storia: a ricordarci come la più grande democrazia, la casa stessa della nostra democrazia, fosse fino a ieri un paese ordinariamente razzista.