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Bookbot

Irene Abigail Piccinini

    Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?
    Hier bin ich
    • 3,7(18260)Abgeben

      Nach seinen Bestsellern wird Jonathan Safran Foers dritter Roman von der Presse als sein bester gelobt. Der große amerikanische Familienroman erzählt mit emotionaler und intellektueller Wucht vom Auseinanderbrechen einer jüdischen Familie. Bei Julia und Jacob Bloch ist die Stimmung angespannt: Der älteste Sohn Sam versucht, von der Schule zu fliegen, Großvater Isaac weigert sich, ins Seniorenheim zu gehen, und der senile Hund Argus müsste eingeschläfert werden. Kurz vor der Ankunft der Verwandtschaft aus Israel, um Sams Bar Mizwa zu feiern, entdeckt Julia auf dem Handy ihres Mannes unzweideutige Nachrichten an eine andere Frau. Während die Blochs in Washington D.C. auf ein Familiendrama zusteuern, braut sich im Nahen Osten eine Katastrophe zusammen, die Jacob mit seiner jüdischen Identität konfrontiert. Foer beleuchtet den innersten Kern der Familie und bringt seine unverwechselbare Mischung aus emotionaler und intellektueller Schlagkraft zur Meisterschaft. Ein cleverer, komischer Schlagabtausch jagt den nächsten in dieser quirligen jüdischen Familie mit fünf einzigartigen Charakteren. Foers Romane wurden verfilmt und waren große Erfolge; auch sein Buch über Ernährung wurde ein Bestseller. Sein aktueller Roman wird als sein bisher bester gefeiert.

      Hier bin ich
    • Jonathan Safran Foer ci propone una riflessione sul cibo partendo dal ricordo personale di sua nonna, dalla forza che durante la guerra la spinse a rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuta in vita, perché non era cibo kosher, e «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non era solo cibo, ma «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore». Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire un figlio è ancora più importante che nutrire se stessi. Così nasce questo libro, frutto di un’indagine durata quasi tre anni, che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza e che invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è «inerme» e «senza voce» – il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza battere ciglio le condizioni imposte dall’allevamento industriale e chi le mette in discussione.

      Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?