Gratis Versand ab 16,99 €. Mehr Infos.
Bookbot

Se niente importa

Perché mangiamo gli animali?

Buchbewertung

Mehr zum Buch

Jonathan Safran Foer trascorreva i fine settimana con sua nonna, che lo abbracciava con forza, preoccupata che mangiasse a sufficienza. Questa preoccupazione derivava dalla sua esperienza di fame durante la guerra, quando rifiutò carne di maiale perché non kosher, esprimendo l'idea che "se niente importa, non c'è niente da salvare". Per lei, il cibo rappresentava molto di più: "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Diventato padre, Foer riflette su questo insegnamento e si interroga sul significato della carne, riconoscendo che nutrire suo figlio è più importante che nutrire se stesso. Questo libro è il risultato di un'indagine durata quasi tre anni, durante la quale Foer ha visitato allevamenti intensivi, anche di notte, per documentare le violenze sugli animali e i trattamenti inumani a cui sono sottoposti. Descrive il processo di uccisione degli animali per il nostro cibo quotidiano. In questo racconto che è anche inchiesta e testimonianza, Foer invita alla riflessione, evidenziando il dolore degli animali e la nostra responsabilità verso chi è "inerme" e "senza voce", distinguendo tra chi accetta passivamente le condizioni dell'allevamento industriale e chi le mette in discussione.

Buchkauf

Se niente importa, Jonathan Safran Foer, Irene Abigail Piccinini

Sprache
Erscheinungsdatum
2010
product-detail.submit-box.info.binding
(Paperback)
Wir benachrichtigen dich per E-Mail.

Lieferung

  • Gratis Versand ab 16,99 € in ganz Deutschland! Mehr Infos.

Zahlungsmethoden

4,2
Sehr gut
66519 Bewertung

Hier könnte deine Bewertung stehen.

Titel
Se niente importa
Untertitel
Perché mangiamo gli animali?
Sprache
Italienisch
Verlag
Guanda
Erscheinungsdatum
2010
Einband
Paperback
Seitenzahl
348
ISBN10
8860881137
ISBN13
9788860881137
Reihe
Erstveröffentlichung
2009
Originaltitel
Eating Animals
Bewertung
4,2 von 5 Sternen
Beschreibung
Jonathan Safran Foer trascorreva i fine settimana con sua nonna, che lo abbracciava con forza, preoccupata che mangiasse a sufficienza. Questa preoccupazione derivava dalla sua esperienza di fame durante la guerra, quando rifiutò carne di maiale perché non kosher, esprimendo l'idea che "se niente importa, non c'è niente da salvare". Per lei, il cibo rappresentava molto di più: "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Diventato padre, Foer riflette su questo insegnamento e si interroga sul significato della carne, riconoscendo che nutrire suo figlio è più importante che nutrire se stesso. Questo libro è il risultato di un'indagine durata quasi tre anni, durante la quale Foer ha visitato allevamenti intensivi, anche di notte, per documentare le violenze sugli animali e i trattamenti inumani a cui sono sottoposti. Descrive il processo di uccisione degli animali per il nostro cibo quotidiano. In questo racconto che è anche inchiesta e testimonianza, Foer invita alla riflessione, evidenziando il dolore degli animali e la nostra responsabilità verso chi è "inerme" e "senza voce", distinguendo tra chi accetta passivamente le condizioni dell'allevamento industriale e chi le mette in discussione.