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Adriana Bottini

    Momenti di essere
    Oscar Moderni - 81: La campana di vetro
    Jung parla
    Biblioteca Adelphi - 342: Il codice dell'anima
    Drei Guineen
    • Virginia Woolf thematisiert in ihrem Essay "Vom Verachtetwerden" (1939) die Rolle der Frauen im Kontext von Krieg und Patriarchat. Sie kritisiert die gesellschaftlichen Strukturen, die Frauen ausschließen, und entwirft ein utopisches Modell, in dem Frauen Familie und Beruf vereinen können. Woolfs Gedanken sind heute noch relevant und fordern zum Kampf gegen Ungerechtigkeit auf.

      Drei Guineen
    • Biblioteca Adelphi - 342: Il codice dell'anima

      Carattere, vocazione, destino

      • 409 Seiten
      • 15 Lesestunden

      Esiste qualcosa, in ciascuno di noi, che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie – anche se talvolta simili passaggi possono sembrare casuali o irragionevoli? Se esiste, è il daimon , il «demone» che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. Se esiste, è ciò che si nasconde dietro parole come «vocazione», «chiamata», «carattere». Se esiste, è la chiave per leggere il «codice dell’anima», quella sorta di linguaggio cifrato che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo. Dopo anni di indagini sulla psiche, che hanno fatto di lui l’autore di saggi memorabili come Il mito dell’analisi e Re-visione della psicologia , James Hillman ha voluto darci con questo libro le prove circostanziate dell’esistenza e dei modi di operare del daimon . E ha scelto una via inusuale ed efficacissima, quella cioè di impiegare come esempi non oscuri casi clinici ma il destino di personaggi che ogni lettore conosce: da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer. Attraverso questa profusione di storie eloquenti e paradigmatiche Hillman è riuscito a farci capire che se la psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio perché aveva perso contatto con il daimon . E soprattutto a farci sentire di nuovo la presenza di questo compagno segreto dal quale, più che da ogni altro elemento, la nostra vita dipende. Il codice dell’anima è apparso per la prima volta nel 1996.

      Biblioteca Adelphi - 342: Il codice dell'anima
    • Jung parla

      Interviste e incontri

      • 591 Seiten
      • 21 Lesestunden

      C.G. Jung amava definirsi un «introverso», il che non significa che non sapesse trattare con il mondo – e in particolare con quella insidiosa manifestazione del mondo che è l’intervista. Lungo tutto l’arco della sua vita, accettò di parlare di se stesso e del suo pensiero con i più svariati interlocutori, alcuni dei quali oscuri, altri illustri come Victoria Ocampo, Alberto Moravia, Mircea Eliade, Charles Baudouin, Miguel Serrano. Ed è sorprendente il fatto che ogni volta, fra le maglie di una forma così aleatoria e sfuggente, Jung abbia voluto e saputo lasciar filtrare delle verità che nei suoi libri rimangono talora celate come in uno scrigno. Queste interviste rappresentano dunque un prezioso controcanto a tutta l’opera di Jung, indispensabile sia per chi si accosti ad essa per la prima volta, sia per chi la conosca in profondità. Le novità appariranno insomma equamente divise, anche perché in Jung allo sforzo per chiarire le proprie idee ed esporle in modo piano si accompagna sempre la formulazione imprevista, quasi il guizzo di un ironico sciamano. La presente raccolta fu pubblicata per la prima volta nel 1977.

      Jung parla
    • Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l'America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l'aria. L'alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell'elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un'adolescenza presa nell'ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia.

      Oscar Moderni - 81: La campana di vetro
    • Momenti di essere

      Scritti autobiografici

      • 296 Seiten
      • 11 Lesestunden

      Pubblicati postumi, questi scritti autobiografici di Virginia Woolf, composti in un arco di quasi quarant'anni, sono illuminanti per la comprensione della sua tematica e della sua costante ricerca di definire gli infiniti piani sovrapposti della realtà. Né narrativa né biografia, queste pagine sono il tentativo di tracciare le linee di uno sviluppo interiore: si delineano i rapporti intensi e quasi ossessivi con la madre amata e perduta, il sentimento ambivalente verso la dominante figura paterna, l'ambiguo comportamento del fratellastro George, l'affetto sicuro venato di gelosia per la sorella Vanessa, il delicato passaggio dall'ipocrisia vittoriana alla programmatica sincerità dei giovani intellettuali di Bloomsbury. Sensazioni, ricordi, personaggi che faranno da sfondo a tutte le opere della Woolf. Queste memorie, che per i loro innegabili meriti intrinseci sono in grado di brillare di luce propria, non potranno che rendere più profonda e più ricca l'esperienza della lettura dei romanzi e dei racconti di Virginia Woolf, in quanto forniscono un solido retroterra nel contesto della sua vita.

      Momenti di essere