Un'altra donna
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Proposte di legge contro le discriminazioni, discussioni parlamentari sui sostantivi femminili, regolamenti aziendali contro comportamenti inappropriati, circolari scolastiche su tematiche di genere e partite sospese per cori razzisti sono solo alcuni esempi di come i temi di politicamente corretto e cancel culture permeano la vita pubblica e privata. Questi argomenti dominano i social media, generando commenti e polemiche che creano una frattura inedita: la contrapposizione tra chi nega la cancel culture e chi lamenta di non poter più esprimere liberamente le proprie opinioni non segue necessariamente il tradizionale dualismo tra sinistra e destra. Discussioni infuocate su licenziamenti di attori o ritiri di libri coinvolgono anche persone che condividono posizioni simili su altri temi. Mentre i media alimentano il dibattito con notizie sensazionalistiche, la polarizzazione si manifesta in litigi sui social, con interventi che raramente favoriscono un dialogo costruttivo. Questo libro riunisce quattordici persone con opinioni diverse, pronte a confrontarsi. Ciascuna offre una prospettiva unica, proveniente da ambiti come linguistica, televisione, filosofia e sociologia. Attraverso il confronto, si cerca di rispondere alla domanda "Non si può più dire niente?", aprendo a una maggiore complessità del nostro presente.
«Canto il corpo elettrico / le schiere di quelli che amo mi abbracciano e io li abbraccio / non mi lasceranno sinché non andrà con loro, non risponderà loro / e li purificherà, li caricherà in pieno con il carico dell’anima». Così Walt Whitman racconta il corpo umano in Foglie d’Erba: inizio e limite di ogni nostra azione, primo confine dell’universo. Oggi il corpo messo al centro del dibattito nella società contemporanea è quello della donna, che si fa terreno simbolico, campo sui cui combattono forze diverse e in contrapposizione. In ll corpo elettrico Jennifer Guerra traccia un percorso che parte dall’autocoscienza del corpo femminile e arriva fino ai gender studies contemporanei, per recuperare i concetti e le lotte femministe e adattarle al nuovo millennio: il personale che è politico, l’autocoscienza che passa dal desiderio e la Sorellanza, attraverso l’educazione sessuale e l’inclusione delle persone trans e non binarie. Al centro di questo percorso il corpo ribelle e desiderante, il Soggetto da cui dovremmo ripartire, l’unico bene che nessuno può toglierci.