Iniziare a fare cronaca nera a vent'anni, esplorando questure e quartieri malfamati, è un'esperienza che trasforma. All'inizio, si osservano i morti e gli imputati con curiosità, ma come se fossero estranei, lontani dalle proprie vite. Col tempo, si impara a tornare in redazione con la sola foto del morto in tasca, e si esce dall'obitorio di Bologna, una notte di Natale, col cuore pesante, vedendo quei corpi inerti come semplici oggetti. Anno dopo anno, si scopre che nessuno è davvero estraneo; nelle situazioni estreme emerge ciò che ci unisce: coraggio, paura e una speranza silenziosa. Da inviato, si incontrano missionari in terre lontane che curano gli Indios o ricostruiscono monasteri in chiese abbandonate, uomini che sorprendono per la loro capacità di trasmettere speranza. Dalle spiagge dello tsunami ai superstiti del Vajont, venticinque anni di appunti rivelano che anche nei momenti più bui c'è un mistero profondo nell'umanità. Si impara a guardare gli altri con uno stupore rinnovato. MARINA CORRADI è inviato e editorialista di «Avvenire», con una carriera iniziata al quotidiano milanese «La Notte» e successivamente a «Repubblica». Ha ricevuto vari premi giornalistici e ha tre figli.
Marina Corradi Bücher





I Rombi - 42: Prima che venga notte
- 132 Seiten
- 5 Lesestunden
Queste lettere nascono come lettere vere, e-mail mandate da una giornalista a un amico per raccontare ciò che, scritto il "pezzo" quotidiano, rimaneva nella penna. L'amico era Luigi Amicone, direttore di "Tempi", e un giorno ha deciso di pubblicarne una, e poi ha continuato. Un cronista, o un inviato, in genere racconta chi è morto, e perché, e dove. Raramente ha il modo di dire delle facce di quelli che ha incontrato, dei loro sguardi. Può raccontare dello sfacelo dello tsunami, ma non lo sguardo degli ultimi sacerdoti cattolici a Banda Aceh, tra i morti affioranti ancora dall'acqua - lo sguardo di chi ostinatamente vuole ricominciare da capo. Un cronista può dire che il funerale di Pavarotti sembrava uno show, ma non parlare dell'unica ombra che gli è sembrata mancante fra quelle mille telecamere, dell'unica che non è stata invitata, e che pure aleggia nell'odore pesante dei fiori che appassiscono nella cattedrale di Modena. Poi, non c'è neanche bisogno di andare lontano: basta una frase di tuo figlio, o una mattina al mercato, per mettere in moto domande che non si scrivono sui giornali. Dove si può parlare di tutto, ma non di sé: di ciò che profondamente ci sta a cuore, e costantemente censuriamo.
Innanzitutto uomini
- 168 Seiten
- 6 Lesestunden
Preti e uomini. Non dei bambini, o degli illusi, o dei pii volontari arruolati nelle fila di un buonismo altruista. Ma degli uomini che la vocazione ha reso più maturi, generosi e capaci di coraggio. L'autrice ha conosciuto e intervistato quindici giovani sacerdoti della Fraternità dei Missionari di San Carlo. Per una volta sono stati i sacerdoti a raccontare di se stessi, con sincerità e libertà, anche quando parlavano dell'adolescenza, dei dubbi, degli affetti che hanno segnato la loro storia. I quindici giovani che incontrati da Marina Corradi parlano di ogni esperienza come di qualcosa che li ha resi più ricchi e più maturi nell'affrontare la scelta della vocazione. Molte delle storie raccontate sono itinerari umani sorprendenti.
Da bambina
- 120 Seiten
- 5 Lesestunden
L'estate nelle Dolomiti negli occhi di una bambina. La raccolta del fieno, i falò della notte dell'Assunta, la memoria dei valligiani; l'alba rosa che si alza ogni mattina sulle montagne, e sembra un miracolo. Mentre le vecchie ampezzane con le vesti lunghe e nere e la falce in mano evocano un'oscurità che una bambina ancora non può conoscere, ma percepisce - come se passasse un'ombra. Cronaca di un'infanzia davanti alle Tofane, come registrata e fedelmente trascritta.