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Umberto Galimberti

    2. Mai 1942

    Dieser Autor befasst sich mit tiefgründigen Fragen der menschlichen Existenz durch die Brille der Kulturanthropologie und Geschichtsphilosophie. Seine Arbeit untersucht grundlegende Prinzipien des menschlichen Wissens und die Natur der Wahrheit. Er beschäftigt sich auch mit dem Einfluss großer philosophischer Ideen auf unser Weltverständnis. Sein interdisziplinärer Ansatz bietet eine einzigartige Perspektive auf die Komplexität menschlicher Erfahrung und Geschichte.

    Opere
    Beck'sche Reihe: Die Sache mit der Liebe
    Liebe
    Das große Buch der Philosophie
    Das Buch der großen Fragen
    Das große Buch der Gefühle
    • Das große Buch der Gefühle

      50 Emotionen von Angst bis Zuversicht

      "Das große Buch der Gefühle" erklärt 50 Emotionen von Angst bis Zuversicht für Kinder ab 10 Jahren. Umberto Galimberti und Anna Vibarelli beleuchten, wie man Gefühle erkennt, empathisch wird und die Psychologie der Emotionen versteht. Illustriert von Alessandra De Cristofaro regt es zum Nachdenken an.

      Das große Buch der Gefühle
      5,0
    • Das Buch der großen Fragen

      Was wirklich zählt im Leben

      • 224 Seiten
      • 8 Lesestunden

      Das Buch stellt 50 Fragen, die dazu anregen, über die großen Themen des Lebens nachzudenken und die eigene Identität sowie Werte zu hinterfragen. Durch philosophische Impulse wird der Leser ermutigt, kritisch zu reflektieren und eine gerechtere Gesellschaft zu gestalten. Fragen stehen im Vordergrund, nicht Antworten.

      Das Buch der großen Fragen
    • Das große Buch der Philosophie

      100 Porträts für Neugierige

      • 224 Seiten
      • 8 Lesestunden

      Dieses Buch versammelt 100 Philosophen, deren Thesen über die Welt bis heute Bestand haben. Umberto Galimberti betont im Vorwort, dass Philosophie alles andere als langweilig oder abstrakt ist; sie ist heute lebendiger und relevanter denn je. Anhand einfacher Gedanken und Überlegungen wird der Leser herausgefordert, sich mit den Ideen großer Denker auseinanderzusetzen. Fragen wie: Enthält eine leere Schachtel nichts oder etwas, das „Leere“ genannt wird? Was hörst du, wenn du sie mit Sand füllst und schüttelst? Diese Denkanstöße laden ein, über Themen wie Naturereignisse, menschliche Natur, Sprache, Liebe und die Existenz Gottes nachzudenken. Gemeinsam mit Sokrates, Hypatia, Kant, Voltaire und vielen anderen Philosophen aus verschiedenen Epochen und Kulturen wird der Leser ermutigt, aktiv über das Leben und die Welt um uns herum nachzudenken. Es bietet die Möglichkeit, das Gelesene selbst zu hinterfragen und eigene Überlegungen anzustellen. Denk nach mit Seneca, mach's wie Epikur oder hinterfrage Aristoteles – dieses Buch ist ein Aufruf, die Philosophie als lebendigen Teil unseres Lebens zu entdecken und zu nutzen.

      Das große Buch der Philosophie
    • Nichts ist heutzutage so wenig selbstverständlich wie die Liebe, die mit hohen Erwartungen und Hoffnungen auf Sinn beladen ist. In unserer technisierten Welt wird sie zum einzigen Freiraum für den Einzelnen, wo weniger die Beziehung zum anderen, sondern vielmehr die Selbstverwirklichung im Vordergrund steht. Da die Liebe nicht mehr gesellschaftlichen Regeln oder ökonomischen Vernunft gehorchen muss, ist ihre Basis das vergängliche Gefühl geworden. Der Austausch zwischen Privatleben und Gesellschaft findet in Bezug auf die Liebe nicht mehr statt. Was kann man tun? Zunächst ist es wichtig, klug und differenziert über die Liebe und ihre Facetten nachzudenken, wie es der italienische Psychoanalytiker und Philosoph Umberto Galimberti in seinem Werk tut. In neunzehn Kapiteln behandelt er Themen wie Begehren, Geld, Einsamkeit, Idealisierung, Verführung, Scham, Verrat und Eifersucht, und lüftet so den Dschungel der Liebe. Gleichzeitig reflektiert er die Geschichte der Auseinandersetzung mit der Liebe, von Platon über Rousseau bis zu Freud und Sartre. Am Ende lieben wir vielleicht nicht besser, aber klüger.

      Liebe
    • Opere

      • 435 Seiten
      • 16 Lesestunden
      Opere
      5,0
    • I contributi di Husserl, Heidegger e Jaspers vengono richiamati in questo volume per chiarire la posizione epistemologica della psicologia, che mira alla "comprensione" dell'uomo piuttosto che alla "spiegazione" del suo comportamento. Questa distinzione implica che non si possano applicare senza cautela i modelli e i metodi delle scienze naturali all'ambito umano, evitando così di ridurre l'uomo a un semplice evento naturale, come fatto dalla psichiatria classica e dalla psicoanalisi, in contrasto con la pratica terapeutica. Sostituendo il dualismo cartesiano con una visione fenomenologica che si concentra sull'immediatezza del mondo della vita, la psicologia deve descrivere le relazioni evidenti tra corpo e mondo, e le significazioni che esse esprimono, piuttosto che spiegare i complessi rapporti tra psiche e corporeità. Per una psicologia fondata fenomenologicamente, sia il "sano" che l'"alienato" appartengono allo stesso mondo, anche se l'alienato vive con strutture percettive e comportamentali diverse. Qui, la differenza non rappresenta una "dis-funzione", ma una "funzione" di una specifica strutturazione esistenziale, ovvero un modo di essere-nel-mondo e di progettare, nonostante le difficoltà.

      Psichiatria e fenomenologia
      3,9
    • Kniha Znepokojivý host: Nihilismus a mládež je první prací italského psychologa a filosofa Umberta Galimbertiho (nar. 1942), která vychází v češtině. Jejím ústředním tématem jsou kulturní příčiny a důsledky hodnotové neukotvenosti mladých lidí v západním světě. Galimberti předkládá mrazivou analýzu kritického stavu, v němž se vnitřní svět mladého člověka v naší společnosti nachází, ale nabízí také - byť pouze v náznacích - možná východiska. Práce je uvedena kritickou studií Zdenky Sokolíčkové.

      Znepokojivý host : nihilismus a mládež
      3,7
    • L'etica del viandante

      • 480 Seiten
      • 17 Lesestunden

      L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio.

      L'etica del viandante
      3,9
    • I miti del nostro tempo

      • 406 Seiten
      • 15 Lesestunden

      Giovinezza e intelligenza, felicità e amore materno. E poi moda e tecnica, sicurezza e potere e ancora mercato, crescita economica, nuove tecnologie... Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che noi abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.

      I miti del nostro tempo
      4,0