Alain-Fournier, geboren als Henri-Alban Fournier, ist berühmt für seinen einzigen Roman, der zu einem Klassiker der französischen Literatur wurde. Sein Werk taucht tief in Themen wie verlorene Unschuld, nostalgische Sehnsucht und die Suche nach einer idealen Welt ein, oft inspiriert von seinen eigenen Erlebnissen. Er bewegte sich in den literarischen Kreisen seiner Zeit, doch seine schöpferische Laufbahn und sein Leben wurden durch den Ersten Weltkrieg tragisch beendet. Nichtsdestotrotz hinterließ sein einziger Roman eine unauslöschliche Spur und spricht bis heute Leser an, die die Magie der Jugend und die Vergänglichkeit von Träumen suchen.
In "Der große Meaulnes" von 1913 wird das Abenteuer des Augustin Meaulnes im Landinternat Sainte-Agathe erzählt. Traum und Wirklichkeit verschmelzen in einer kunstvoll einfachen Sprache, die die Vertreibung aus der kindlichen Unschuld eindringlich darstellt. Der Roman erreicht eine Dichte, die mit der deutschen Romantik vergleichbar ist.
When Meaulnes first arrives at the local school in Sologne, everyone is
captivated by his good looks, daring and charisma. But when Meaulnes
disappears for several days, and returns with tales of a strange party at a
mysterious house - and his love for the beautiful girl hidden within it,
Yvonne de Galais - his life has been changed forever.
Réunit la correspondance de deux amis : Alain-Fournier et Jacques Rivière. Leurs échanges fournissent un tableau vivant du monde qui les entoure des richesses foisonnantes de leur époque.
"Il piccolo immenso gioiello lasciato da Alain-Fournier ha cristallizzato per generazioni di lettori la poesia misteriosa della giovinezza. E un romanzo che ben presto sgattaiola via dalle reti delle letture critiche, si sottrae alle analisi e diventa qualcosa di più, qualcosa d'altro, come lo sono diventati Siddharta o Il giovane Holden o Sulla strada. E uno di quei casi in cui l'esperienza stessa della lettura prolunga, amplifica, sdoppia la suggestione dell'opera: ricordiamo i pomeriggi in cui sottolineavamo paragrafi di Hesse fumando sul letto, ricordiamo il corridoio del liceo dove seduti per terra leggevamo Holden ed eravamo Holden, ricordiamo il sacco a pelo dentro al quale, sul ponte della nave, leggevamo una copia di Sulla strada incartapecorita dalla salsedine, ricordiamo l'estate gialla e immobile di calore in cui leggevamo Meaulnes e sentivamo palpitare in noi la sua irrequietezza. Questa capacità di riecheggiare forte, di trovare la muta sintonia con una sensibilità acuminata, è la vera profonda grandezza del romanzo, che non sta nell'intreccio (...), ma in una sorta di finissima eppure possente costruzione mitica di cui vogliamo cogliere tre motivi chiave: l'infanzia, l'avventura, il meraviglioso." (Dalla Postfazione di Yasmina Melaouah)