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Donald R. Griffin

    L'animale consapevole
    L'animale consapevole
    Dahlem Workshop Report - 21: Animal Mind ― Human Mind
    Wie Tiere denken
    Vom Echo zum Radar
    Vogelflug
    • L'animale consapevole

      • 150 Seiten
      • 6 Lesestunden

      Un gatto davanti allo specchio. Che cosa vede? Si riconosce? Pare che alcuni vertebrati e invertebrati reagiscano alla loro immagine riflessa. E girini, ippopotami, ciprini dorati, macachi e gabbiani possiedono una qualche forma di consapevolezza? Insomma, esistono menti non umane? Quando Donald R. Griffin ci si avventurò da pioniere, quello dell'etologia cognitiva era un terreno vergine, a cui guardavano con sospetto l'imperante behaviorismo e quanti nel mondo scientifico ritenevano che l'indagine sulla mente degli animali fosse così scopertamente viziata da una proiezione antropomorfa da non poter rientrare in una seria ricerca sperimentale. Si obiettava che in fondo l'unico modo di accertare se un essere organico sia o meno cosciente - ossia in grado di fornire una relazione sul proprio stato introspettivo - sarebbe chiederglielo, oppure che la distanza filogenetica dall'uomo non autorizza l'attribuzione di una valenza simbolica a comportamenti come la danza scodinzolante delle api. La coscienza animale sembrava collocata senza speranza all'ultimo posto nel gradiente di accettabilità in campo etologico. Controargomentando via via, e sgretolando presupposti giudicati incrollabili, innanzi tutto la differenza qualitativa tra comunicazione umana e animale, Griffin opta per una calibratura estensiva e operativa del suo oggetto di studio: si concentra su immagini mentali, intenzioni, consapevolezza di cose e relazioni, ne rileva il carattere adattivo e intravede la direzione più proficua nell'esplorare la somiglianza delle funzioni neurali degli organismi pluricellulari. Grazie alla sua lungimiranza, oggi esiteremmo a sottoscrivere l'affermazione di Wittgenstein: «Se un leone fosse in grado di parlare, noi non potremmo capirlo».

      L'animale consapevole2017
    • Dahlem Workshop Report - 21: Animal Mind ― Human Mind

      Report of the Dahlem Workshop on Animal Mind ― Human Mind, Berlin 1981, March 22–27

      • 427 Seiten
      • 15 Lesestunden

      The presence of unintelligent behavior in animals, such as insects, raises questions about the existence of consciousness and intentionality in their actions. While ethologists could identify maladaptive behaviors in humans, these do not imply a lack of awareness in our species. Currently, there is no definitive evidence to confirm that insects or other animals possess consciousness or plan their actions, yet we also lack evidence to dismiss the possibility. This gap in knowledge can lead to a dogmatic negativity that hinders scientific exploration and discovery. Many researchers suggest starting from our understanding of human thinking, subjective feelings, and consciousness, then exploring whether other species might share similar experiences. This approach, once deemed anthropomorphic, is gaining acceptance as it challenges the assumption that conscious thought is solely a human trait. The critique of anthropomorphism often reflects a prior belief in human uniqueness, making it a circular argument rather than a valid objection. By opening this inquiry, we may uncover significant insights into the mental experiences of other species.

      Dahlem Workshop Report - 21: Animal Mind ― Human Mind1982