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Silvio Pellico usciva dallo Spielberg nell'agosto del 1830, Le mie prigioni furono pubblicate nel novembre 1832. La distanza di tempo è importante per capire il clima da cui nasce il libro: un clima di "vitalità" che è divenuta tutta interiore, ma anche un clima di assoluto isolamento, a cui Pellico è relegato, come dice, dal "sospetto dei politici" e dal "timore dei benpensanti". C'è dunque ne Le mie prigioni - sicuramente - la tentazione dell'autore a erigersi a monumento, sia pure modesto, di farsi modello di precetti austeri. Ma c'è anche in esse l'affanno di un "povero cuore": una fragilità che rende tormentosa (e pericolosa) a lui la "solitudine continua", che gli fa nemica "l'immaginativa" e persino la più semplice memoria degli affetti. In questa verità di un movimento interiore, che ha poi sulla pagina una sua intensa proiezione figurativa, può essere letto oggi questo libro, a più di centocinquant'anni dalla sua prima pubblicazione.
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Le mie prigioni, Silvio Pellico
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 1932
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- Titel
- Le mie prigioni
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Silvio Pellico
- Erscheinungsdatum
- 1932
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Wahre Geschichten, Biografien, Autobiografien & Memoiren, Südeuropa, Italien, Italienische Literatur
- Bewertung
- 3,25 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Silvio Pellico usciva dallo Spielberg nell'agosto del 1830, Le mie prigioni furono pubblicate nel novembre 1832. La distanza di tempo è importante per capire il clima da cui nasce il libro: un clima di "vitalità" che è divenuta tutta interiore, ma anche un clima di assoluto isolamento, a cui Pellico è relegato, come dice, dal "sospetto dei politici" e dal "timore dei benpensanti". C'è dunque ne Le mie prigioni - sicuramente - la tentazione dell'autore a erigersi a monumento, sia pure modesto, di farsi modello di precetti austeri. Ma c'è anche in esse l'affanno di un "povero cuore": una fragilità che rende tormentosa (e pericolosa) a lui la "solitudine continua", che gli fa nemica "l'immaginativa" e persino la più semplice memoria degli affetti. In questa verità di un movimento interiore, che ha poi sulla pagina una sua intensa proiezione figurativa, può essere letto oggi questo libro, a più di centocinquant'anni dalla sua prima pubblicazione.





