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In un mattino simile a tanti altri G.H., donna sicura della propria identità e delle proprie scelte, si scontra con un fatto, un evento infimo e mostruoso, che avrà sulla sua vita un effetto fortemente traumatico. In un lungo, minuzioso monologo G.H. riferisce il suo viaggio, allucinato, all’interno di una stanza: “Creerò ciò che mi è accaduto. Solamente perché vivere non è narrabile. Vivere non è vivibile”. Solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento, nel disorientamento, G.H. comprende che il vivere è “cosa sovrannaturale”, che “essere io,” scrisse Alfredo Giuliani in occasione della prima edizione italiana, “non è una peculiarità umana perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta”. Una estenuata interrogazione sul senso di vivere e la ricerca continua della faccia nascosta della realtà. “Il suo sguardo coglie l’incongruenza delle cose che sono e la volgarità dei nessi che le tengono insieme.” Antonio Tabucchi
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La passione secondo G. H., Clarice Lispector
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2019
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- (Paperback)
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- Titel
- La passione secondo G. H.
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Clarice Lispector
- Verlag
- Feltrinelli
- Erscheinungsdatum
- 2019
- Einband
- Paperback
- ISBN10
- 8807891948
- ISBN13
- 9788807891946
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Philosophisches Thema, Klassiker, Hispanoamerikanische Literatur, Brasilien
- Bewertung
- 4,2 von 5 Sternen
- Beschreibung
- In un mattino simile a tanti altri G.H., donna sicura della propria identità e delle proprie scelte, si scontra con un fatto, un evento infimo e mostruoso, che avrà sulla sua vita un effetto fortemente traumatico. In un lungo, minuzioso monologo G.H. riferisce il suo viaggio, allucinato, all’interno di una stanza: “Creerò ciò che mi è accaduto. Solamente perché vivere non è narrabile. Vivere non è vivibile”. Solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento, nel disorientamento, G.H. comprende che il vivere è “cosa sovrannaturale”, che “essere io,” scrisse Alfredo Giuliani in occasione della prima edizione italiana, “non è una peculiarità umana perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta”. Una estenuata interrogazione sul senso di vivere e la ricerca continua della faccia nascosta della realtà. “Il suo sguardo coglie l’incongruenza delle cose che sono e la volgarità dei nessi che le tengono insieme.” Antonio Tabucchi


