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- 144 Seiten
- 6 Lesestunden
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“La malattia del secolo” è il burnout, quel “bruciarsi”, “esaurirsi”, dovuto all’eccessiva spersonalizzazione soprattutto nel mondo del lavoro. Malattia del troppo, tipica degli eccessi del sistema di consumo, produzione e lavoro occidentale; malattia che porta alla spersonalizzazione e all’annientamento della parte umana di ciascuno di noi: prima di essere un problema individuale, il burnout è una patologia della nostra società.«Quando l’equilibrio di una persona si rompe e prendere la metropolitana per andare a lavorare sembra un ostacolo insormontabile, sorgono delle domande. Quello che funzionava da sé diventa subito problematico. Consacrare la propria esistenza a un’azienda non ha più il senso di un tempo, accettare orari di lavoro assurdi non è più sopportabile. Ma come ritrovare un nuovo equilibrio, dato che il precedente si era costruito senza che neanche ci si dovesse pensare, e che lavorare era tanto naturale quanto camminare?».
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Burnout globale. La malattia del secolo, Pascal Chabot
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2014
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- (Paperback)
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- Titel
- Burnout globale. La malattia del secolo
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Pascal Chabot
- Verlag
- San Paolo Edizioni
- Erscheinungsdatum
- 2014
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 144
- ISBN10
- 8821593339
- ISBN13
- 9788821593338
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Sozialwissenschaften, Handel, Wirtschaft & Management, Philosophie, Politik, Ökonomie
- Beschreibung
- “La malattia del secolo” è il burnout, quel “bruciarsi”, “esaurirsi”, dovuto all’eccessiva spersonalizzazione soprattutto nel mondo del lavoro. Malattia del troppo, tipica degli eccessi del sistema di consumo, produzione e lavoro occidentale; malattia che porta alla spersonalizzazione e all’annientamento della parte umana di ciascuno di noi: prima di essere un problema individuale, il burnout è una patologia della nostra società.«Quando l’equilibrio di una persona si rompe e prendere la metropolitana per andare a lavorare sembra un ostacolo insormontabile, sorgono delle domande. Quello che funzionava da sé diventa subito problematico. Consacrare la propria esistenza a un’azienda non ha più il senso di un tempo, accettare orari di lavoro assurdi non è più sopportabile. Ma come ritrovare un nuovo equilibrio, dato che il precedente si era costruito senza che neanche ci si dovesse pensare, e che lavorare era tanto naturale quanto camminare?».


