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«Il conflitto politico decisivo, che governa ogni altro conflitto è, nella nostra cultura, quello fra l’animalità e l’umanità dell’uomo», così che «chiedersi in che modo – nell’uomo – l’uomo è stato separato dal nonuomo e l’animale dall’umano, è più urgente che prendere posizione sulle grandi questioni, sui cosiddetti valori e diritti umani». Un’urgenza che è sempre apparsa tale, almeno da quando la metafisica aristotelica definì il principio del vivente, ma che si manifesta con una crucialità nuova, indifferibile, proprio oggi, nel momento in cui è necessario mettere fuori gioco la potente «macchina antropologica» che nella tradizione occidentale ha articolato per secoli, con diversi dispositivi congiuntivi, il corpo e l’anima, la vita animale e il logos, il naturale e il soprannaturale, la tenebra e la luce. Sulla scorta di Heidegger, Agamben continua, da un altro punto di vista, la riflessione condotta nei libri precedenti intorno al concetto di vita, e si interroga sulla soglia critica che produce l’umano, che distingue e insieme approssima umanità e animalità dell’uomo, decidendo «ogni volta e in ogni individuo dell’umano e dell’animale, della natura e della storia, della vita e della morte».
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L'aperto. L'uomo e l'animale, Giorgio Agamben
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2002
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- (Paperback)
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- Titel
- L'aperto. L'uomo e l'animale
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Giorgio Agamben
- Verlag
- Bollati Boringhieri
- Erscheinungsdatum
- 2002
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 99
- ISBN10
- 8833913724
- ISBN13
- 9788833913728
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Sozialwissenschaften, Tiere, Politik, Philosophie, Südeuropa, Italien, Anthropologie, Wissenschaftliche Theorien, Bücher, Ethik
- Bewertung
- 3,7 von 5 Sternen
- Beschreibung
- «Il conflitto politico decisivo, che governa ogni altro conflitto è, nella nostra cultura, quello fra l’animalità e l’umanità dell’uomo», così che «chiedersi in che modo – nell’uomo – l’uomo è stato separato dal nonuomo e l’animale dall’umano, è più urgente che prendere posizione sulle grandi questioni, sui cosiddetti valori e diritti umani». Un’urgenza che è sempre apparsa tale, almeno da quando la metafisica aristotelica definì il principio del vivente, ma che si manifesta con una crucialità nuova, indifferibile, proprio oggi, nel momento in cui è necessario mettere fuori gioco la potente «macchina antropologica» che nella tradizione occidentale ha articolato per secoli, con diversi dispositivi congiuntivi, il corpo e l’anima, la vita animale e il logos, il naturale e il soprannaturale, la tenebra e la luce. Sulla scorta di Heidegger, Agamben continua, da un altro punto di vista, la riflessione condotta nei libri precedenti intorno al concetto di vita, e si interroga sulla soglia critica che produce l’umano, che distingue e insieme approssima umanità e animalità dell’uomo, decidendo «ogni volta e in ogni individuo dell’umano e dell’animale, della natura e della storia, della vita e della morte».


