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Registro di classe è un diario che racconta un anno di vita in due classi di liceo nella periferia romana. È un breviario per studenti, genitori e la società civile, ma soprattutto un riflesso personale dell'autore. Onofri non si limita a svolgere il ruolo di professore; mette in gioco la sua vita e la sua adolescenza, sentendosi affine agli studenti proletari. La sua ricerca di comunicazione con questi ragazzi, caratterizzati da timidezza, indolenza e sfrontatezza, si intreccia con la riflessione sulle proprie radici educative e sull’amore per una vita diversa da quella dei suoi coetanei. Le pagine escludono riferimenti alla letteratura scolastica tradizionale, affrontando invece problemi reali: dai dieci suicidi giovanili in tre giorni all'uso della "pillola della timidezza" per gestire un'età complessa. Si evidenzia l'indifferenza di colleghi appartenenti a una generazione di "genitori emancipati" che parlano di tutto tranne che delle vere difficoltà. La scuola, infine, non offre la libertà necessaria per esprimere le differenze e dimentica di ricordare a Marco che il suo stile, ispirato dai ghetti di Los Angeles, è un'eredità culturale che non dovrebbe essere disprezzata.
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Einaudi tascabili stile libero - 723: Registro di classe, Sandro Onofri
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2000
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- (Paperback)
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- Titel
- Einaudi tascabili stile libero - 723: Registro di classe
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Sandro Onofri
- Verlag
- Einaudi
- Erscheinungsdatum
- 2000
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 96
- ISBN10
- 8806150057
- ISBN13
- 9788806150051
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Geschichten
- Bewertung
- 3,45 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Registro di classe è un diario che racconta un anno di vita in due classi di liceo nella periferia romana. È un breviario per studenti, genitori e la società civile, ma soprattutto un riflesso personale dell'autore. Onofri non si limita a svolgere il ruolo di professore; mette in gioco la sua vita e la sua adolescenza, sentendosi affine agli studenti proletari. La sua ricerca di comunicazione con questi ragazzi, caratterizzati da timidezza, indolenza e sfrontatezza, si intreccia con la riflessione sulle proprie radici educative e sull’amore per una vita diversa da quella dei suoi coetanei. Le pagine escludono riferimenti alla letteratura scolastica tradizionale, affrontando invece problemi reali: dai dieci suicidi giovanili in tre giorni all'uso della "pillola della timidezza" per gestire un'età complessa. Si evidenzia l'indifferenza di colleghi appartenenti a una generazione di "genitori emancipati" che parlano di tutto tranne che delle vere difficoltà. La scuola, infine, non offre la libertà necessaria per esprimere le differenze e dimentica di ricordare a Marco che il suo stile, ispirato dai ghetti di Los Angeles, è un'eredità culturale che non dovrebbe essere disprezzata.


