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A un uditorio che si presume esilarato un Feynman in forma smagliante lancia le sue provocazioni intellettuali, spiegando col suo stile immediato e antiretorico in che consiste il metodo scientifico; mostrando, ad esempio, come sovente un’ipotesi da «quasi certamente» falsa possa diventare «quasi certamente» vera. O viceversa. Nel «quasi» è il succo di tutto il suo argomentare, un misto accattivante di vera-falsa ingenuità e di spietata astuzia analitica che lo porta a vagabondare al di fuori della fisica, nelle regioni di confine, dall’etica alla religione alla politica, a chiedersi il perché delle cose, della vita, di tutto, mosso da una curiosità insopprimibile, fanciullesca. «Ho firmato un contratto, mi renderò ridicolo» dice. Ma è chiaro che sta giocando. L’incertezza chiamata in causa da Feynman non significa abdicazione della ragione in favore di nuove e nebulose forme di conoscenza, non evoca luttuosi scenari di finis scientiae, ma rimanda alle origini e all’essenza stessa del sapere d’Occidente. In questa visione il dubbio, assunto quasi a condizione esistenziale, apre alla mente indagatrice spazi di libertà e di sperimentazione, per rinnovare continuamente la sfida all’ignoto. <i>Il senso delle cose</i>, apparso per la prima volta nel 1998, raccoglie tre conferenze tenute da Feynman nell’aprile del 1963 presso l’Università di Washington, nel quadro delle John Danz Lectures Series.
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Biblioteca Scientifica - 27: Il senso delle cose, Richard Feynman, Laura Servidei
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 1999
- Einband
- (Paperback),
- Buchzustand
- Gebraucht - Gut
- Preis
- 10,49 €inkl. MwSt.
Keiner hat bisher bewertet.
- Titel
- Biblioteca Scientifica - 27: Il senso delle cose
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Richard Feynman, Laura Servidei
- Verlag
- Adelphi
- Erscheinungsdatum
- 1999
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 125
- ISBN10
- 8845914631
- ISBN13
- 9788845914638
- Reihe
- Kategorien
- Schlagwörter
- Wissenschaft
- Beschreibung
- A un uditorio che si presume esilarato un Feynman in forma smagliante lancia le sue provocazioni intellettuali, spiegando col suo stile immediato e antiretorico in che consiste il metodo scientifico; mostrando, ad esempio, come sovente un’ipotesi da «quasi certamente» falsa possa diventare «quasi certamente» vera. O viceversa. Nel «quasi» è il succo di tutto il suo argomentare, un misto accattivante di vera-falsa ingenuità e di spietata astuzia analitica che lo porta a vagabondare al di fuori della fisica, nelle regioni di confine, dall’etica alla religione alla politica, a chiedersi il perché delle cose, della vita, di tutto, mosso da una curiosità insopprimibile, fanciullesca. «Ho firmato un contratto, mi renderò ridicolo» dice. Ma è chiaro che sta giocando. L’incertezza chiamata in causa da Feynman non significa abdicazione della ragione in favore di nuove e nebulose forme di conoscenza, non evoca luttuosi scenari di finis scientiae, ma rimanda alle origini e all’essenza stessa del sapere d’Occidente. In questa visione il dubbio, assunto quasi a condizione esistenziale, apre alla mente indagatrice spazi di libertà e di sperimentazione, per rinnovare continuamente la sfida all’ignoto. <i>Il senso delle cose</i>, apparso per la prima volta nel 1998, raccoglie tre conferenze tenute da Feynman nell’aprile del 1963 presso l’Università di Washington, nel quadro delle John Danz Lectures Series.


