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Enrico Filippini

    Enrico Filippini war ein italienischer Journalist und Übersetzer, dessen Werk durch eine tiefe Beschäftigung mit literarischem und philosophischem Denken gekennzeichnet war. Seine Studien in Mailand, Berlin und München konzentrierten sich auf Jugendbewegungen und pädagogische Ideologien. Er war als Literaturredakteur für namhafte Verlage tätig und wurde später Kulturredakteur der Zeitung La Repubblica. Filippini übersetzte deutsche Denker und Schriftsteller und veröffentlichte auch eigene Erzählungen, die sowohl von der Kritik als auch vom Publikum anerkannt wurden.

    Der Tod in Venedig
    Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie - 34: L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
    Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit
    • "Alle Bemühungen um die Ästhetisierung der Politik gipfeln in einem Punkt. Dieser eine Punkt ist der Krieg." Walter Benjamin. Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit. Dritte, autorisierte letzte Fassung, 1939. Neuausgabe, Göttingen 2019. LIWI Literatur- und Wissenschaftsverlag.

      Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit2011
      4,1
    • Thomas Mann nannte seine Novelle die Tragodie einer Entwurdigung: Gustav von Aschenbach, ein beruhmter Schriftsteller von etwas uber funfzig Jahren und schon langer verwitwet, hat sein Leben ganz auf Leistung gestellt. Eine sommerliche Erholungsreise fuhrt ihn nach Venedig. Dort beobachtet er am Strand taglich einen schonen Knaben, der mit seiner eleganten Mutter und seinen Schwestern samt Gouvernante im gleichen Hotel wohnt. In ihn verliebt sich der Alternde."

      Der Tod in Venedig2009
      3,8
    • La Gioconda su un foulard o l'incisione di un concerto di Ravel diretto dall'autore stesso e ogni giorno riascoltabile sono due esempi di quel fenomeno che Benjamin definisce "la perdita dell'aura" nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'arte, ossia la perdita del "qui e ora" magico ed unico che si fonde con la creazione artistica e la contraddistingue. Nel chiuso di una automobile, ad esempio, mediante un mangianastri si può ascoltare quel concerto di Ravel al di fuori della sua unicità spazio-temporale, oggettivandolo e spersonificandolo. Nondimeno, la perdita del carisma insito nell'opera d'arte, "unica" eppure riprodotta, non è deplorata da Benjamin con quell'attegiamento aristocratico che contraddistingue alcuni esponenti della Scuola di Francoforte. Egli collega infatti la "perdita dell'aura" nella società contemporanea all'irruzione delle masse sulla scena e alla loro richiesta di cultura che è gioco forza diventi una merce. La riproduzione dell'opera d'arte in "sede impropria" non ne comporta una perdita di qualità, ma piuttosto una desacralizzazione, il che favorisce un'esperienza laica della cultura e ne sostituisce il valore rituale con un valore espositivo antiestetizzante.

      Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie - 34: L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica2000
      4,0