Il secondo volume di ''stanze'', che raccoglie le domande e le risposte più significative scritte tra il 1998 e il 2001, è una miniera di aneddoti e ritratti in punta di penna che illuminano l'intero panorama e i protagonisti della storia del Novecento. E non di rado anche il passato più lontano e il nostro carattere nazionale.
In questo libro Cannavò racconta i lunghi mesi trascorsi nel carcere milanese di San Vittore facendo parlare i detenuti, cercando di capirne la sofferenza, ammirandone l'incrollabile speranza nel futuro, scoprendo un mondo di solidarietà che noi, dall'altra parte delle sbarre, non possiamo neppure immaginare. E il mondo femminile del carcere, un universo che ci lascia stupefatti per le esperienze umane che ci racconta, la solidarietà delle guardie di custodia, i volontari che s'impegnano per rendere meno dura l'esperienza carceraria, i modi per fare passare il tempo senza sprecarlo.
Un pacato ma fermo "j'accuse" rivolto alla classe dirigente. Ferruccio de Bortoli analizza, con uno stile asciutto e diretto, il meglio e il peggio del nostro Paese, evidenziando i costi della deriva populista e le responsabilità delle élite, della classe dirigente e dei media. L'Italia, nonostante l'immagine negativa che spesso proietta, possiede un grande capitale sociale, un diffuso volontariato e molte eccellenze. Questo libro esplora anche le virtù nascoste della nazione, suggerendo che una riscossa è possibile, ma richiede l'impegno di ciascuno di noi. È fondamentale riscoprire un nuovo senso della legalità e rispettare i beni comuni, oltre a reinserire l'educazione civica nelle scuole e promuovere una cultura scientifica. È necessario combattere per la parità di genere e dare più spazio ai giovani in una società che tende a invecchiare e a chiudersi su sé stessa. Il futuro va conquistato, non temuto, e non dobbiamo dimenticare gli anni in cui eravamo più poveri e privi di democrazia. Solo così possiamo salvarci, nonostante tutto.
Drei Jahre sind seit den Anschlägen von New York vergangen und noch immer hat der Wesen seine Lektion nicht gelernt, schreibt Oriana Fallaci. Der 11. September war in ihren Augen nur der Anfang einer weltverändernden Entwicklung. In Erinnerung an die Toten von Madrid warnt sie in ihrem neuen Buch vor einem Eroberungsfeldzug des Islam. Für Europa, so die provokante These, geht es ums Überleben, denn der Islam zielt auf die Unterwergung der christlichen Welt.
Il diario autocritico dell'ex direttore del "Corriere della Sera" e del "Sole 24 Ore" offre uno sguardo unico su oltre quarant'anni di storia italiana e mondiale. Attraverso scene e retroscena del potere in Italia, l'autore esplora temi come finanza, politica, media e magistratura, arricchendo il racconto con ritratti di protagonisti, ricordi di colleghi e episodi inediti. Ferruccio de Bortoli, figura di riferimento nel giornalismo internazionale, si racconta per la prima volta, rivelando sorprese e riflessioni. Sottolinea l'importanza di giornalisti preparati e indipendenti, capaci di osservare i fatti con i propri occhi e di vivere le emozioni dei protagonisti. Critica la superficialità di chi si affida a video e social media, evidenziando la necessità di verifiche e di ammettere errori per conquistare la fiducia del pubblico. De Bortoli sostiene che un buon giornalismo, anche se scomodo, è fondamentale per affrontare i problemi seri e per rendere una comunità più forte. Al contrario, il silenzio o la distorsione delle verità portano al declino, un fenomeno che, negli ultimi anni in Italia, si è verificato con preoccupante frequenza.
Ferruccio de Bortoli è un'istituzione del giornalismo italiano, e il suo lavoro offre un invito al realismo, superando le formule retoriche. Analizza la crisi italiana, evidenziando i punti deboli del sistema politico ed economico che richiedono interventi coraggiosi. Il libro è documentato e, anche nelle critiche più incisive, esplora tutti gli aspetti di questioni controverse, fornendo al lettore dati e punti di vista necessari per formare un'opinione libera. Si presenta come un discorso di verità di cui l'Italia ha bisogno, un saggio lucido e inclemente che non risparmia nessuno. Nel dibattito pubblico italiano, spesso manca un pezzo di verità; per ottenere consenso e soddisfare le lobby, avanza una narrazione che esenta da responsabilità. De Bortoli mette in luce le storture e i pericoli sottaciuti, sottolineando che spendiamo più di quanto dovremmo, ignorando la crescita del debito pubblico. Non possiamo vivere di sussidi senza generare reddito, e difendere l'occupazione finanziando aziende senza futuro è illusorio. La crescita del capitale umano è trascurata, la cultura scientifica è poco diffusa, e l'antieuropeismo populista dilaga senza solide ragioni economiche. Solo recuperando lo spirito dimostrato durante le dure settimane di isolamento possiamo affrontare le nostre lacune e ritrovare fiducia nel domani, fondamentale per una ripresa nazionale.