Chandra Livia Candiani Reihenfolge der Bücher (Chronologisch)






Den Dämonen Nahrung geben
Buddhistische Techniken zur Konfliktlösung - Vorwort von Jack Kornfield
- 352 Seiten
- 13 Lesestunden
Kämpfen Sie mit Ihren Dämonen? Mit Depressionen, Ängsten, Krankheiten, Essstörungen, schwierigen Beziehungen, Angst, Selbsthass, Sucht oder Wut? Die renommierte amerikanische buddhistische Lehrerin Tsultrim Allione erklärt, dass die Dämonen umso stärker werden, je mehr wir gegen sie kämpfen. Um uns von diesem Kampf zu befreien, müssen wir unseren Ansatz umkehren und unsere Dämonen nähren. In "Den Dämonen Nahrung geben" passt Allione die revolutionäre Weisheit der größten weiblichen spirituellen Meisterin Tibets an und bietet eine kraftvolle Methode, um mit den inneren Feinden umzugehen, die unsere besten Absichten untergraben. Basierend auf einer außergewöhnlich einfachen, aber effektiven fünfstufigen Praxis skizziert das Buch eine Strategie zur Transformation negativer Emotionen, Beziehungen, Ängste, Krankheiten und selbstzerstörerischer Muster. Indem Sie Ihre Dämonen erkennen, ihnen Form geben und sie nähren, können Sie sich von dem Kampf befreien. Der Paradigmenwechsel vom Kämpfen zum Nähren kann nicht nur auf persönliche Herausforderungen, sondern auch auf die Herausforderungen der Welt angewendet werden. Anhand detaillierter Beispiele zeigt das Buch, wie andere ihre Dämonen transformiert haben, und gibt Ihnen bemerkenswerte neue Einsichten sowie Werkzeuge zur Erreichung innerer Ruhe.
Vele - 143: Il silenzio è cosa viva. L'arte della meditazione
- 132 Seiten
- 5 Lesestunden
Nel mondo di Chandra, dove la parola è anche immagine e poesia, meditare è anzitutto stare fermi; sedersi e seguire umilmente e con pazienza il respiro, accoglierlo in silenzio, conoscere ma senza pensare. Meditare è seguire i movimenti della nostra mente smettendo di affaccendarci in azioni, pensieri, preoccupazioni per il futuro, ricordi del passato. Meditare non è fare il vuoto intorno a noi. Anzi: è non separare i mondi, non dividere quel che consideriamo spirituale da quel che riteniamo ordinario. E i gesti quotidiani di cucinare, lavare i piatti, telefonare, pulire, leggere possono diventare forme di preghiera. È insomma stare dentro noi stessi, dentro tutto ciò che siamo in quel momento, consapevolmente. Spesso si pensa che la soluzione al dolore e all'ansia sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore (e nell'ansia la soluzione dell'ansia). Sentendolo, abitandolo, assaporandolo, non è più un estraneo, ma a poco a poco un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un pezzo di noi.
Fatti vivo
- 159 Seiten
- 6 Lesestunden
La bambina pugile è tornata. La riconosciamo, la ritroviamo con la sua insonnia, la sua febbrile sensibilità, le sue debolezze e la sua incredibile forza. La seguiamo in un percorso poetico che evoca una sorta di narrazione emblematica. Si parte dalla casa. La vita di una persona emana dagli spazi dove è cresciuta. Portone, finestre, pavimenti, muri, scrivania, frigo, letto e così via: la bambina è come diffusa nelle cose, negli oggetti che l'hanno accolta. Poi esce nel mondo e deve inventarsi gli strumenti per percepirlo. Il libro diventa un viatico per «saper leggere le stelle | ma non la grammatica». O forse, più che guardare il mondo con occhi diversi, il passo ulteriore è essere il mondo: essere piuma, essere nuvola, essere luce. Infine c'è chi cade, tutti prima o poi cadono, ma nessuna caduta impedisce di «farsi vivi». Al di là di questo traliccio strutturale, la raccolta è molto fluida e per niente schematica. Nodi irrisolti si alternano e si intrecciano con un'esperienza mistica quotidiana, mite, senza enfasi di spossessione. Quella particolare voce, come d'infanzia, che già abbiamo conosciuto via via nei libri precedenti dell'autrice è ormai un meccanismo ad alta precisione con il quale Chandra Candiani riesce a far affiorare nella maniera più efficace ciò che non è visibile.
Collezione di poesia - 419: La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore
- 158 Seiten
- 6 Lesestunden
Le poesie di Chandra Livia Candiani si rivolgono a un tu variabile, che può riferirsi a persone presenti o assenti, comunità in ascolto, entità indefinibili, la morte, o parti dell'io poetante. Questo tu si avvicina a un noi creaturale che unisce dèi, uomini e cose in una fratellanza universale, dove l'insistenza pronominale diventa invocazione piuttosto che individuazione. In Mappa per l'ascolto, per esempio, si offrono "istruzioni per l'uso" che invitano a un ascolto profondo. La voce che parla è sapiente ma leggera, mescolando linguaggio quotidiano e metafore evocative, colloquialità e schemi anaforici. La raccolta include poesie sull'infanzia, sul silenzio e sul desiderio, con versi toccanti sul lutto, che esplorano le fasi della perdita con precisione, anche quando i confini tra presenze e assenze si fanno vaghi. Le tre sezioni del libro sono interconnesse, con poesie che fluiscono da una sezione all'altra, riflettendo il rapporto tra distinzione e unità che la poetessa esplora anche al di fuori della sua opera.