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Cittanòva blues

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  • 217 Seiten
  • 8 Lesestunden

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Con il suo stile ricco di echi e di sfumature, ora lirico e ora comico, Francesco Guccini racconta la vita picaresca dei ragazzi e delle ragazze nella Bologna fine anni '50 e inizio anni '70, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la naia, le osterie dove si fa mattino a parlare di musica e poesia davanti a un bicchiere di vino, i viaggi, i primi complessi e i primi amori... Ma la protagonista è lei, quella Bologna "Parigi in minore" che fa da sfondo all'educazione sentimentale del protagonista: grande e umana, simbolo di un tempo e una cultura in cui tutti i sogni sembravano possibili. È un canto, quello di Guccini, su una città, un'epoca e un mondo che non ci sono più. Un canto dal respiro ampio, felice, liberatorio, come quello del blues, che offre il ritratto di una generazione che ha molto lottato, molto sognato e molto sbagliato e che si ritroverà in una foto nient'affatto in posa.

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Cittanòva blues, Francesco Guccini

Sprache
Erscheinungsdatum
2003
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(Hardcover)
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Titel
Cittanòva blues
Sprache
Italienisch
Erscheinungsdatum
2003
Einband
Hardcover
Seitenzahl
217
ISBN10
8804522496
ISBN13
9788804522492
Reihe
Bewertung
3,2 von 5 Sternen
Beschreibung
Con il suo stile ricco di echi e di sfumature, ora lirico e ora comico, Francesco Guccini racconta la vita picaresca dei ragazzi e delle ragazze nella Bologna fine anni '50 e inizio anni '70, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la naia, le osterie dove si fa mattino a parlare di musica e poesia davanti a un bicchiere di vino, i viaggi, i primi complessi e i primi amori... Ma la protagonista è lei, quella Bologna "Parigi in minore" che fa da sfondo all'educazione sentimentale del protagonista: grande e umana, simbolo di un tempo e una cultura in cui tutti i sogni sembravano possibili. È un canto, quello di Guccini, su una città, un'epoca e un mondo che non ci sono più. Un canto dal respiro ampio, felice, liberatorio, come quello del blues, che offre il ritratto di una generazione che ha molto lottato, molto sognato e molto sbagliato e che si ritroverà in una foto nient'affatto in posa.