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An der Baumgrenze

Erzählungen

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In letteratura gli avvenimenti sono sempre più rari. Come tale fu salutata la pubblicazione di quest'opera che, insieme a "Perturbamento", portò per la prima volta all'attenzione dei lettori italiani la prosa di Thomas Bernhard, uno scrittore che, come scrive il germanista Giorgio Cusatelli, "registra, simile a un burocrate e senza un'ombra di misticismo, i progressi quotidiani del male". Tre racconti - "Kulterer"," L'italiano" e "Al limite boschivo" che "fotografano l'unica follia senza scampo, quella della razionalità". Dall'alienazione di "Kulterer", carcerato che non ha più carcere; alla paradossale opposizione tra forestieri tratteggiata nel secondo racconto, dietro le quinte di un funerale di campagna; fino all'allegorico "giallo di montagna" di "Al limite boschivo" in cui si arriva addirittura a proclamare "la reciproca vacuità della vita e della morte". La meditazione di Bernhard, però, per quanto estrema, non si accende mai in un'invettiva o in un'accusa esplicita nei confronti di un Dio latitante, ma si mantiene sempre sul tono di una pura cronaca, dove i fatti sono sempre opera altrui e perfino chi li racconta non esce mai allo scoperto.

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An der Baumgrenze, Thomas Bernhard

Sprache
Erscheinungsdatum
1980
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(Paperback)
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Untertitel
Erzählungen
Sprache
Deutsch
Autor*innen
Thomas Bernhard
Verlag
Rowohlt
Erscheinungsdatum
1980
Einband
Paperback
Seitenzahl
74
ISBN10
3499144778
ISBN13
9783499144776
Reihe
Bewertung
3,65 von 5 Sternen
Beschreibung
In letteratura gli avvenimenti sono sempre più rari. Come tale fu salutata la pubblicazione di quest'opera che, insieme a "Perturbamento", portò per la prima volta all'attenzione dei lettori italiani la prosa di Thomas Bernhard, uno scrittore che, come scrive il germanista Giorgio Cusatelli, "registra, simile a un burocrate e senza un'ombra di misticismo, i progressi quotidiani del male". Tre racconti - "Kulterer"," L'italiano" e "Al limite boschivo" che "fotografano l'unica follia senza scampo, quella della razionalità". Dall'alienazione di "Kulterer", carcerato che non ha più carcere; alla paradossale opposizione tra forestieri tratteggiata nel secondo racconto, dietro le quinte di un funerale di campagna; fino all'allegorico "giallo di montagna" di "Al limite boschivo" in cui si arriva addirittura a proclamare "la reciproca vacuità della vita e della morte". La meditazione di Bernhard, però, per quanto estrema, non si accende mai in un'invettiva o in un'accusa esplicita nei confronti di un Dio latitante, ma si mantiene sempre sul tono di una pura cronaca, dove i fatti sono sempre opera altrui e perfino chi li racconta non esce mai allo scoperto.