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Storia della Colonna Infame è un saggio storico di Alessandro Manzoni, legato al romanzo I promessi sposi. Inizialmente previsto come parte del V capitolo del IV tomo, Manzoni decise di escluderlo dalla prima edizione, ritenendo che la lunga digressione avrebbe potuto confondere i lettori. La sua insoddisfazione per le opere lo portò a pubblicare il saggio nel 1840 come appendice storica. La narrazione si concentra su un processo avvenuto a Milano durante la peste del 1630, contro due presunti untori accusati, senza fondamento, da una donna del popolo, Caterina Rosa. Il processo, svoltosi nell'estate del 1630, portò alla condanna a morte di due innocenti, Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora, e alla distruzione della casa del barbiere. Per commemorare l'ingiustizia, fu eretta la "colonna infame". Solo nel 1778, grazie alle "Osservazioni sulla tortura" di Pietro Verri, la colonna fu abbattuta, diventando un simbolo dell'infamia dei giudici. Manzoni affronta il tema delle responsabilità individuali rispetto alle credenze collettive, evidenziando l'abuso di potere da parte dei giudici, che agirono spinti da paure infondate legate all'epidemia. Gli untori, un fenomeno di quel periodo, non erano stati menzionati nelle epidemie precedenti.

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Storia della colonna infame, Alessandro Manzoni, Leonardo Sciascia, Alberto Moravia, Enzo Vigorelli

Sprache
Erscheinungsdatum
1985
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(Paperback),
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Beschädigt
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3,4
Gut
510 Bewertung

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Sprache
Italienisch
Verlag
Bompiani
Erscheinungsdatum
1985
Einband
Paperback
Seitenzahl
155
ISBN10
8845212440
ISBN13
9788845212444
Reihe
Bewertung
3,35 von 5 Sternen
Beschreibung
Storia della Colonna Infame è un saggio storico di Alessandro Manzoni, legato al romanzo I promessi sposi. Inizialmente previsto come parte del V capitolo del IV tomo, Manzoni decise di escluderlo dalla prima edizione, ritenendo che la lunga digressione avrebbe potuto confondere i lettori. La sua insoddisfazione per le opere lo portò a pubblicare il saggio nel 1840 come appendice storica. La narrazione si concentra su un processo avvenuto a Milano durante la peste del 1630, contro due presunti untori accusati, senza fondamento, da una donna del popolo, Caterina Rosa. Il processo, svoltosi nell'estate del 1630, portò alla condanna a morte di due innocenti, Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora, e alla distruzione della casa del barbiere. Per commemorare l'ingiustizia, fu eretta la "colonna infame". Solo nel 1778, grazie alle "Osservazioni sulla tortura" di Pietro Verri, la colonna fu abbattuta, diventando un simbolo dell'infamia dei giudici. Manzoni affronta il tema delle responsabilità individuali rispetto alle credenze collettive, evidenziando l'abuso di potere da parte dei giudici, che agirono spinti da paure infondate legate all'epidemia. Gli untori, un fenomeno di quel periodo, non erano stati menzionati nelle epidemie precedenti.