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Casaubon, l'io narrante, è dapprima studente e poi giovane professionista dell'editoria a milano. Attraverso una serie di eventi, trova nel mito dei Cavalieri Templari, la sua vera raison d'être culturale e professionale. Da tale mito tuttavia si diramano una serie di filoni che corrispondono alla parte più occulta o a quella più reietta della cosiddetta civiltà occidentale. Attraverso la scoperta di questi filoni facciamo la conoscenza degli altri personaggi del romanzo, alcuni buoni, altri meno, ma tutti interessati a qualcosa. L'avidità di ottenere ciò che i vari protagonisti cercano manda in malora i buoni e i cattivi più deboli, per così dire. Casaubon, Belbo e Diotallevi, infatti, da un puro gioco traggono il Piano-Complotto la cui "sgangheratezza" (v. ciò che pensa del film Casablanca Umberto Eco) contribuisce a renderlo verosimile all'avido Agliè, in cerca di uno scopo verso cui indirizzare la società segreta paramassonica che capeggia. Milano, tratteggiata con evidente nostalgia, e la campagna attorno ad Alessandria, in cui la nostalgia è un po' più artefatta, sono i luoghi italiani in cui si snoda il vissuto del libro. Parigi è insieme inizio e finale del narrato, il cui epilogo è però consumato da Casaubon nella rassegnata attesa dei suoi nemici in una stanza del vecchio casolare di Belbo.
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Il pendolo di Foucault, Umberto Eco
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 1988
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- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Umberto Eco
- Verlag
- Bompiani
- Erscheinungsdatum
- 1988
- Seitenzahl
- 509
- ISBN10
- 8845204081
- ISBN13
- 9788845204081
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Krimi & Thriller, Historische Romane, Thriller, Spannung, Verschwörung, Templer, Philosophische Belletristik
- Erstveröffentlichung
- 1988
- Originaltitel
- Il pendolo di Foucault
- Bewertung
- 3,9 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Casaubon, l'io narrante, è dapprima studente e poi giovane professionista dell'editoria a milano. Attraverso una serie di eventi, trova nel mito dei Cavalieri Templari, la sua vera raison d'être culturale e professionale. Da tale mito tuttavia si diramano una serie di filoni che corrispondono alla parte più occulta o a quella più reietta della cosiddetta civiltà occidentale. Attraverso la scoperta di questi filoni facciamo la conoscenza degli altri personaggi del romanzo, alcuni buoni, altri meno, ma tutti interessati a qualcosa. L'avidità di ottenere ciò che i vari protagonisti cercano manda in malora i buoni e i cattivi più deboli, per così dire. Casaubon, Belbo e Diotallevi, infatti, da un puro gioco traggono il Piano-Complotto la cui "sgangheratezza" (v. ciò che pensa del film Casablanca Umberto Eco) contribuisce a renderlo verosimile all'avido Agliè, in cerca di uno scopo verso cui indirizzare la società segreta paramassonica che capeggia. Milano, tratteggiata con evidente nostalgia, e la campagna attorno ad Alessandria, in cui la nostalgia è un po' più artefatta, sono i luoghi italiani in cui si snoda il vissuto del libro. Parigi è insieme inizio e finale del narrato, il cui epilogo è però consumato da Casaubon nella rassegnata attesa dei suoi nemici in una stanza del vecchio casolare di Belbo.











