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Il titolo della mostra allude a una teoria dell’arte, fondata sul culto dell’antichità classica, cui si ispirarono molti degli artisti italiani attivi a Roma nel corso del Seicento, Alessandro Algardi, tra gli altri, Annibale Carracci, Domenichino, Carlo Maratti, Guido Reni, Andrea Sacchi, e alcuni artisti stranieri, in particolare Poussin e Duquesnoy. Per tale teoria, esposta da Giovan Pietro Bellori in un celebre discorso all’Accademia di San Luca a Roma nel 1664, l’arte doveva configurarsi come imitazione della natura emendata dai suoi difetti, ossia della natura idealizzata secondo una visione ispirata all’ordine e alla misura; un’arte capace di esaltare nobili azioni espresse nel decoro dei gesti e nell’accentuazione degli affetti, secondo i modelli offerti dalle sculture antiche presenti a Roma, e anche dalla pittura di Raffaello.
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L'Idea del Bello, Evelina Borea, Antonio Paolucci
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2000
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- (Paperback),
- Buchzustand
- Gebraucht - Gut
- Preis
- 14,49 €inkl. MwSt.
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- Titel
- L'Idea del Bello
- Untertitel
- Viaggio per Roma nel Seicento con Giovan Pietro Bellori: Esposizione: Roma, Palazzo delle Esposizioni ed ex Teatro dei Dioscuri, 29 marzo - 26 giugno 2000
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Evelina Borea, Antonio Paolucci
- Verlag
- DE LUCA
- Erscheinungsdatum
- 2000
- Einband
- Paperback
- ISBN10
- 8880163590
- ISBN13
- 9788880163596
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Kunst & Kultur, Historisches Thema, Bildende Kunst, Ausstellungskataloge, Kunstgeschichte & -theorie
- Beschreibung
- Il titolo della mostra allude a una teoria dell’arte, fondata sul culto dell’antichità classica, cui si ispirarono molti degli artisti italiani attivi a Roma nel corso del Seicento, Alessandro Algardi, tra gli altri, Annibale Carracci, Domenichino, Carlo Maratti, Guido Reni, Andrea Sacchi, e alcuni artisti stranieri, in particolare Poussin e Duquesnoy. Per tale teoria, esposta da Giovan Pietro Bellori in un celebre discorso all’Accademia di San Luca a Roma nel 1664, l’arte doveva configurarsi come imitazione della natura emendata dai suoi difetti, ossia della natura idealizzata secondo una visione ispirata all’ordine e alla misura; un’arte capace di esaltare nobili azioni espresse nel decoro dei gesti e nell’accentuazione degli affetti, secondo i modelli offerti dalle sculture antiche presenti a Roma, e anche dalla pittura di Raffaello.


