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Barcellona è il paradiso dell'onnivoro, un inno alla gioia della buona tavola. Una famiglia di buon appetito è pronta a condurvi in una scorribanda gastronomica tra La Rambla e la Boqueria. Lasciatevi guidare. La parola d'ordine è: provare tutto. E godersela, sempre. Mettiamolo subito in chiaro: io, i mercati, li detesto. In modo gerarchico, ma li detesto. Quando ero piccolo, a volte i miei mi portavano al mercato ortofrutticolo; il che significava che il piccolo Malvaldi veniva scortato in un magazzino buio, parcheggiato in un canto pieno di pallets (allora si chiamavano ancora pancali) e dimenticato lì mentre i miei caricavano la macchina di cassette di spinaci, broccoli e patate in quantità sufficiente per un assedio. Non paghi di ciò, invariabilmente nel corso del tragitto mio padre o mia madre trovavano modo di notare qualche camioncino lungo la strada che vendeva mozzarella fresca (nel senso che tre settimane prima era fresca) o scamorza affumicata (dal sapore, presumo utilizzassero i copertoni), e arricchivano ulteriormente il carico di roba ingiovibile. Dopodiché si tornava a casa, giusto in tempo per scoprire che la puntata di Goldrake era appena finita. Io, i mercati, li detesto. Tranne uno. Marco Malvaldi
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La Famiglia Tortilla, Marco Malvaldi
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2014
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- (Paperback),
- Buchzustand
- Gebraucht - Sehr gut
- Preis
- 6,99 €inkl. MwSt.
Keiner hat bisher bewertet.
- Titel
- La Famiglia Tortilla
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Marco Malvaldi
- Verlag
- EDT
- Erscheinungsdatum
- 2014
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 112
- ISBN10
- 8859204488
- ISBN13
- 9788859204480
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Karten & Reisen, Wahre Geschichten, Reisen, Reiseberichte, Essen und Trinken, Barcelona
- Beschreibung
- Barcellona è il paradiso dell'onnivoro, un inno alla gioia della buona tavola. Una famiglia di buon appetito è pronta a condurvi in una scorribanda gastronomica tra La Rambla e la Boqueria. Lasciatevi guidare. La parola d'ordine è: provare tutto. E godersela, sempre. Mettiamolo subito in chiaro: io, i mercati, li detesto. In modo gerarchico, ma li detesto. Quando ero piccolo, a volte i miei mi portavano al mercato ortofrutticolo; il che significava che il piccolo Malvaldi veniva scortato in un magazzino buio, parcheggiato in un canto pieno di pallets (allora si chiamavano ancora pancali) e dimenticato lì mentre i miei caricavano la macchina di cassette di spinaci, broccoli e patate in quantità sufficiente per un assedio. Non paghi di ciò, invariabilmente nel corso del tragitto mio padre o mia madre trovavano modo di notare qualche camioncino lungo la strada che vendeva mozzarella fresca (nel senso che tre settimane prima era fresca) o scamorza affumicata (dal sapore, presumo utilizzassero i copertoni), e arricchivano ulteriormente il carico di roba ingiovibile. Dopodiché si tornava a casa, giusto in tempo per scoprire che la puntata di Goldrake era appena finita. Io, i mercati, li detesto. Tranne uno. Marco Malvaldi


