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Paradisi artificiali

Del vino e dell'hashish - Il poema dell'hashish - Un mangiatore d'oppio - Edizione integrale

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  • 160 Seiten
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Il consumo di sostanze stupefacenti ha un peso centrale nell’esperienza poetica ed esistenziale di Baudelaire. Quando scrive le sue pagine sull’hashish – di cui condanna l’abuso – egli non ha mai intenti moralistici, ma essenzialmente estetici. Quello che a lui interessa è il potenziamento della creatività poetica attraverso l’ebrezza artificiale; quello che lui odia e teme è il risveglio, è la desolazione, è l’inferno della degradazione. Si disegna qui il dramma personale di Baudelaire, la sua consapevolezza di essere e di sentirsi lacerato fra i due opposti richiami di Dio e Satana, fra l’aspirazione a salire verso l’alto, l’infinito, e il gusto del peccato, il piacere di scendere in basso.«L’uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l’hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell’uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio.»

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Paradisi artificiali, Charles Baudelaire, Massimo Colesanti, Enrico Malizia, Paolo Guzzi, Sergio De La Pierre

Sprache
Erscheinungsdatum
2011
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(Paperback)
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Titel
Paradisi artificiali
Untertitel
Del vino e dell'hashish - Il poema dell'hashish - Un mangiatore d'oppio - Edizione integrale
Sprache
Italienisch
Erscheinungsdatum
2011
Einband
Paperback
Seitenzahl
160
ISBN10
8854125083
ISBN13
9788854125087
Reihe
Schlagwörter
Belletristik, Poesie
Bewertung
3,9 von 5 Sternen
Beschreibung
Il consumo di sostanze stupefacenti ha un peso centrale nell’esperienza poetica ed esistenziale di Baudelaire. Quando scrive le sue pagine sull’hashish – di cui condanna l’abuso – egli non ha mai intenti moralistici, ma essenzialmente estetici. Quello che a lui interessa è il potenziamento della creatività poetica attraverso l’ebrezza artificiale; quello che lui odia e teme è il risveglio, è la desolazione, è l’inferno della degradazione. Si disegna qui il dramma personale di Baudelaire, la sua consapevolezza di essere e di sentirsi lacerato fra i due opposti richiami di Dio e Satana, fra l’aspirazione a salire verso l’alto, l’infinito, e il gusto del peccato, il piacere di scendere in basso.«L’uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l’hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell’uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio.»