Paradisi artificiali
Del vino e dell'hashish - Il poema dell'hashish - Un mangiatore d'oppio - Edizione integrale
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Il consumo di sostanze stupefacenti ha un peso centrale nell’esperienza poetica ed esistenziale di Baudelaire. Quando scrive le sue pagine sull’hashish – di cui condanna l’abuso – egli non ha mai intenti moralistici, ma essenzialmente estetici. Quello che a lui interessa è il potenziamento della creatività poetica attraverso l’ebrezza artificiale; quello che lui odia e teme è il risveglio, è la desolazione, è l’inferno della degradazione. Si disegna qui il dramma personale di Baudelaire, la sua consapevolezza di essere e di sentirsi lacerato fra i due opposti richiami di Dio e Satana, fra l’aspirazione a salire verso l’alto, l’infinito, e il gusto del peccato, il piacere di scendere in basso.«L’uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l’hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell’uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio.»
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Paradisi artificiali, Charles Baudelaire, Massimo Colesanti, Enrico Malizia, Paolo Guzzi, Sergio De La Pierre
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2011
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- (Paperback)
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- Titel
- Paradisi artificiali
- Untertitel
- Del vino e dell'hashish - Il poema dell'hashish - Un mangiatore d'oppio - Edizione integrale
- Sprache
- Italienisch
- Verlag
- Newton Compton Editori
- Erscheinungsdatum
- 2011
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 160
- ISBN10
- 8854125083
- ISBN13
- 9788854125087
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Poesie
- Bewertung
- 3,9 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Il consumo di sostanze stupefacenti ha un peso centrale nell’esperienza poetica ed esistenziale di Baudelaire. Quando scrive le sue pagine sull’hashish – di cui condanna l’abuso – egli non ha mai intenti moralistici, ma essenzialmente estetici. Quello che a lui interessa è il potenziamento della creatività poetica attraverso l’ebrezza artificiale; quello che lui odia e teme è il risveglio, è la desolazione, è l’inferno della degradazione. Si disegna qui il dramma personale di Baudelaire, la sua consapevolezza di essere e di sentirsi lacerato fra i due opposti richiami di Dio e Satana, fra l’aspirazione a salire verso l’alto, l’infinito, e il gusto del peccato, il piacere di scendere in basso.«L’uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l’hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell’uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio.»




